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FINANZA E POLITICA/ La "furbata" di Draghi per stimolare la ripresa

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Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

Il segno positivo per quanto riguarda la produzione industriale è consistente sia rispetto a dicembre, sia rispetto al gennaio 2015. Inoltre ci sono dei picchi, il più importante dei quali riguarda i mezzi di trasporto. Aumentano in modo significativo anche tre comparti interessanti: metallurgia, prodotti farmaceutici e gomma/plastica. Nel mese di gennaio 2016 c’è un effetto positivo rispetto a dicembre, ma anche rispetto a gennaio 2015 corretto per gli effetti di calendario.

 

Siamo di fronte a una vera inversione di tendenza?

I dati disponibili non consentono di dirlo. Quello sulla produzione industriale è un segnale favorevole in un quadro di indicatori che vanno nella direzione opposta. Proprio per questo motivo, bisognerà attendere i dati di febbraio per poter dire qualcosa di più certo. Anche perché la produzione di beni di consumo registra un andamento molto meno roseo. Registra infatti il +0,5% su dicembre e il +1,2% rispetto a gennaio 2015.

 

Nel complesso come legge questi dati?

La diagnosi più accurata che si possa fare è che dal lato dei beni di consumo l’elemento trainante è il settore automobilistico e quindi il rinnovo del parco circolante. La produzione di beni strumentali ha registrato un’impennata positiva: dal momento che i consumi interni continuano a ristagnare, potrebbe essere un’impennata legata alle esportazioni.

 

(Pietro Vernizzi)



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