BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BCE E RIPRESA/ Borghi: dal Giappone un "consiglio" per Draghi

Pubblicazione:domenica 13 marzo 2016

Mario Draghi Mario Draghi

«Le nuove misure della Bce non servono a nulla. In modo abbastanza disperato, si sta tentando la mossa dei tassi negativi nella convinzione che in questo modo si rimetta in circolo il denaro. Dubito che ciò avverrà». È il commento del professor Claudio Borghi Aquilini, responsabile del dipartimento Economia della Lega Nord e consigliere della Regione Toscana. Giovedì la Bce ha tagliato il tasso principale di rifinanziamento allo 0,0%, che rappresenta il minimo storico per l’Eurozona. Il tasso sui depositi bancari è stato invece tagliato da -0,30% a -0,40%. Il tasso sui prestiti marginali cala allo 0,25%. La Bce aumenta l’acquisto di bond attraverso il quantitative easing da 60 a 80 miliardi al mese. La Banca centrale europea potrà comprare attraverso il Qe anche i bond emessi da aziende non finanziarie.

 

Professore, perché reputa inutili le misure eccezionali messe in campo dalla Bce?

Se una banca non presta denaro perché teme di perderlo, continuerà a non farlo e ad acquistare titoli di Stato. Occorre rimettere denaro in circolo, ma ciò non avviene né con il tasso negativo, né con il Quantitative easing. Quest’ultimo sostituisce titoli di debito con liquidità, ma in questo momento i loro prezzi di mercato fanno sì che chiunque li possa mettere sul mercato senza il Quantitative easing.

 

In che senso?

Nel momento in cui i tassi d’interesse sono negativi, chi accumula debito viene pagato per farlo. Il Giappone, per esempio, ha tassi negativi fino a dieci anni. Ciò vuol dire che raccoglie denaro grazie al suo debito. Con un rapporto debito/Pil del 236%, la quota di interessi che paga ogni anno diminuisce anziché aumentare. Il Giappone in altre parole è pagato per fare debito. A differenza però dell’Eurozona, il Giappone sfrutta la possibilità offerta dai tassi negativi per fare debito, monetizzare e spendere.

 

Bruxelles dovrebbe fare lo stesso?

Sì, anche l’Eurozona potrebbe far emettere obbligazioni a tasso negativo alla Bei (Banca europea degli investimenti), che sono quindi acquistate dalla Bce. A quel punto i soldi raccolti devono poter essere utilizzati per rimettere in circolo denaro e per abbassare la disoccupazione, specialmente nelle aree in cui è elevata. Il problema è che manca la volontà politica di farlo, e quindi si andrà avanti con questo sistema disfunzionale.

 

In questo modo si potrebbe fare ripartire l’economia?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
13/03/2016 - Il nulla oltre le polemiche (Moeller Martin)

Gente come Aquilini sono dei veri professionisti delle polemiche contro tutto e tutti e delle soluzioni fantasmagoriche. Ecco allora spuntare la trovata di far piovere soldi dal cielo facendo fare debiti alla BEI sfruttando la complicità della BCE. Mentre le banche, che bene o male conoscono i lori clienti si rifiutano di concedere prestiti a chi non potrà rimborsarli, la BEI è una entità astratta e poco importa se questi soldi li perde. Almeno sino a quanto non saremo a nostra volta chiamati a coprirne le perdite. Stendiamo poi un velo pietoso sugli effetti salvifici del ritorno alla Lira. Se non riusciamo a crescere a tasso zero ed inflazione nulla, come ci possiamo illudere di crescere pagando il 10% e oltre di interessi sul nostro debito e sui crediti alle nostre imprese, erodendo i redditi degli italiani con una inflazione a due cifre e perdendo regolarmente il 20% del nostro patrimonio per la sola svalutazione? P.S. Cosa ne pensa Aquilini dell'olio di oliva tunisino? Fino a ieri inveivamo contro la Merkel e i burocrati di Bruxelles rei di negare il supporto al 'popolo tunisino e alla sua nobile lotta all'emancipazione', oggi che ci riteniamo toccati da una misura di efficace sostegno alla loro economia, inveiamo contro la Merkel ed i burocrati di Bruxelles per il motivo opposto oltre a lanciarci in campagna di falsità veramente infame secondo la quale l'olio di oliva tunisino è un attentato alla nostra salute.