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Notizie Mps/ In Borsa chiude a +10,24%. Fitch: da misure Bce nessun impatto sulle banche

Vediamo le notizie del giorno su Mps: dall'andamento del titolo in Borsa alle news e ai rumors pubblicati su agenzie e quotidiani riguardanti Montepaschi e le altre banche italiane

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MPS NEWS (aggiornamento delle ore 17:35) Piazza Affari chiude in sostanziale parità (-0,03%), ma Mps mette a segno un +10,24% che porta il titolo sopra i 63 centesimi. Secondo Fitch, le nuove misure messe in campo dalla Bce non avrà impatto sul rating delle banche europee, sui loro profitti o sulla loro propensione al credito. L'agenzia di rating ritiene in particolare che i margini netti di interesse non registreranno alcun miglioramento. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 15:00) Piazza Affari si muove in rosso e Mps lima i guadagni al 4,9%, sopra i 60 centesimi ad azione. Banca Finnat nel 2015 ha realizzato un utile netto di 8,3 milioni di euro, in crescita del 96% rispetto all'anno precedente. Il Cda ha quindi deliberato di proporre la distribuzione di un dividendo lordo di 0,010 euro per azione da pagarsi in data 18 maggio 2016. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 11:45) Piazza Affari è sostanziamente in parità e Mps guadagna il 7,5% (vicina ai 62 centesimi ad azione) dopo essere salita anche oltre il 10%. Secondo quanto riporta La Stampa, non solo il ministero dell'Economia e delle Finanze, ma anche la Banca d'Italia sapeva che la Commissione europea non intendeva dare il via libera all'utilizzo del Fondo interbancario di tutela dei depositi per procedere al salvataggio di Banca Marche, CariFerrara, BancaEtruria e CariChieti. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 9:10) Piazza Affari si muove in rialzo e Mps guadagna il 6,9%, salendo sopra i 61 centesimi ad azione. Secondo quel che riporta Affari e Finanza, l’inserto economico di Repubblica, a pallazo Chigi sarebbe stato riaperto il dossier Montepaschi, sondando Cassa depositi e prestiti e Intesa Sanpaolo. C’è tuttavia da dire che nelle scorse settimane Carlo Messina, Ceo di Ca’ de Sass aveva ribadito di non aver alcun interesse per fusioni e aggregazioni in Italia.

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