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MPS/ Cdp, Intesa Sanpaolo e "l'intervento" dello Stato che serve a Siena

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Soltanto con un atto politico che il governo dovrebbe compiere - senza tanta grancassa e senza i soliti toni inutilmente arroganti - a Bruxelles, per rivendicare il diritto dell'Italia di effettuare anch'essa, e comunque su scala infinitamente più piccola, una trasfusione di capitali nel Monte. Concettualmente simile, ma dimensionalmente irrisoria, rispetto ai circa 640 miliardi di euro che nell'insieme gli altri grandi Paesi europei - a cominciare da Germania, Francia e Gran Bretagna - hanno travasato nelle casse delle loro banche tra il 2008 e il 2009, rese esangui del "vizietto" dei derivati finanziari, di cui le nostre erano immuni, mentre l'Italia, con i cosiddetti "Tremonti bonds" si limitava a un ricostituente di neanche 5 miliardi in totale. Cattivo segno essere stati così "primi della classe" rispetto agli altri, e senza nemmeno capitalizzare una sorta di "10 in condotta" da poterci spendere oggi. 

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