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SPY FINANZA/ Libano, Egitto, Iraq: i "fronti" che l'Europa non vuole vedere

Pubblicazione:martedì 15 marzo 2016

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«Chiediamo un riordino del diritto di immigrazione. La Germania ha bisogno di un'immigrazione qualificata che voglia integrarsi. Chiediamo una legge sull'immigrazione secondo il modello canadese. Un'immigrazione disordinata nel nostro sistema sociale deve essere assolutamente impedita. Veri perseguitati politici devono poter trovare asilo in Germania. Un trattamento umanitario esige che possano trovare lavoro qui». Siete d'accordo con questa posizione? Se sì, cari lettori, siete appartenenti alla destra xenofoba. Non lo dico io, lo hanno detto tutti i giornali e i telegiornali che ieri si sono interessati ai risultati delle elezioni tenutesi domenica in tre Lander tedeschi. Già, perché quella che vi ho presentato è la posizione ufficiale di Alternative fur Deutschland presa e tradotta letteralmente dal loro programma elettorale, alla voce "Politica di integrazione". Non "di immigrazione", bensì "di integrazione": conoscete xenofobi che vogliano integrare, per caso? Io no, ma conosco cooperative che vogliono mangiare e politici che le facilitano nel loro compito di sfruttamento dell'immigrazione senza regole. 

E per quanto riguarda il capitolo "Politica monetaria", cosa ci dicono gli estremisti teutonici? «Esigiamo un ordinato scioglimento del sistema monetario dell'euro. La Germania non ha bisogno dell'euro. L'euro ha danneggiato altri Paesi. Esigiamo la reintroduzione delle valute nazionali o la creazione di più limitati e più stabili accordi monetari. La reintroduzione del DM non deve essere un tabù. Esigiamo un cambiamento dei trattati europei per rendere possibile l'uscita di ogni Stato dall'euro. Ogni popolo deve poter decidere democraticamente sulla propria valuta. Esigiamo che la Germania pretenda questo diritto al ritiro, bloccando con il suo veto ulteriori crediti dell'Esm. Esigiamo che i costi della cosiddetta politica di salvataggio non vengano sostenuti dal contribuente. Le banche, gli hedge funds e i grandi investitori privati sono i beneficiari di questa politica. Devono per questo risponderne per primi. Chiediamo che agli Stati eccessivamente indebitati e senza speranza sia accordato un taglio del debito. Nella crisi del debito le banche devono sostenere le loro perdite, ovvero venir stabilizzate gravando sui loro maggiori creditori. Esigiamo un divieto immediato dell'acquisto di carta straccia dalla Banca centrale europea. L'inflazione non può azzerare il risparmio dei cittadini». Sempre preso letteralmente dal programma elettorale: dunque, in America quando Bernie Sanders chiede di far pagare alla finanza e non ai cittadini gli abusi sui mercati e le politiche d'azzardo, viene subissato di applausi e i nostri commentatori vedono i loro occhi illuminarsi, se invece lo dicono quelli di Alternative fur Deutschland, allora sono razzisti. 

Infine, il capitolo "Politica europea": «Noi sosteniamo un'Europa di Stati sovrani con un mercato comune. Vogliamo vivere insieme in amicizia e buon vicinato. Noi chiediamo un illimitato potere del parlamento in materia di bilancio. Respingiamo decisamente una Unione di trasferimento [il progetto di integrazione dei flussi finanziari a livello europeo] così come uno Stato europeo centralizzato. Faremo in modo che le competenze legislative ritornino ai Parlamenti nazionali. Ci adopereremo fortemente per una riforma dell'Ue per eliminare la burocrazia di Bruxelles e per sostenere la trasparenza e l'attenzione alle esigenze dei cittadini. Il Parlamento europeo non ha funzionato nel controllare Bruxelles. Noi appoggiamo energicamente le posizioni di David Cameron, che snellisca l'Ue con più concorrenza e autoresponsabilità». Cosa c'è di razzista, estremista e xenofobo in queste posizioni? Cosa c'è di fascista in chi evoca come modello David Cameron? 

C'è la malafede della sinistra, moderata e/o estrema che sia: questo Paese vive ancora su schemi mentali che sono steccati ideologici, non c'è speranza fino a quando un solo figlio del '68 avrà una posizione dirigenziale. È un veleno inoculato e che non ha antidoto, si chiama ipocrisia. E domenica in Germania non si è trattato di un voto da poco, perché è andato alle urne complessivamente un quinto dell'elettorato tedesco e anche dove il partito della Merkel ha mantenuto il primo posto, in Sassonia-Anhalt nella ex Germania dell'Est, la AfD ha superato addirittura il 24%. In Baden-Wuerttemberg, la Cdu - che ha dominato il terzo Land tedesco per popolazione e dimensioni dell'economia per 50 anni, fino al 2011 - ha perso l'11%, quando solo dieci anni fa in quest'area tradizionalmente conservatrice sfiorava il 45% dei voti. Domenica è scesa al 27,5%. Tutti xenofobi quelli che hanno detto addio alla Mutti e hanno deciso di votare AfD? 


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