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FINANZA E POLITICA/ La "magia" per far scendere il nostro debito pubblico

Per GUSTAVO PIGA, servono maggiori investimenti pubblici e dirigenti delle stazioni appaltanti pagati meglio, così da avere persone di qualità in grado di tagliare gli sprechi

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

«Per abbattere il rapporto debito/Pil, la spesa pubblica non va ridotta ma aumentata. Servono maggiori investimenti pubblici e dirigenti delle stazioni appaltanti pagati meglio, così da avere persone di qualità in grado di tagliare gli sprechi». Lo sottolinea Gustavo Piga, professore di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma. Martedì la Banca d’Italia ha reso noto che a gennaio il debito pubblico è aumentato di 21,6 miliardi di euro, raggiungendo quota 2.191,5 miliardi. In attesa di conoscere l’andamento del Pil italiano di gennaio, l’Istat ha reso noto che a febbraio si è registrata un’inflazione del -0,3%. Il 10 marzo la Bce aveva rivisto le previsioni sull’inflazione nel corso del 2016 dal +1% al +0,1%.

Questi dati come influiranno sui conti pubblici del governo?

La deflazione produce un effetto negativo sui debitori. Poniamo che io abbia un debito di 10 euro. Un conto è se l’euro vale sempre meno a causa dell’inflazione, un altro è se vale sempre di più a causa della deflazione: nel primo caso il debitore ci guadagna, nel secondo ci perde. Questa logica vale anche per lo Stato italiano.

In che modo?

Con la deflazione il tasso d’interesse reale che lo Stato deve pagare sui suoi debiti aumenta, e quindi è maggiore la spesa per interessi. È vero che la Bce, per fare fronte a questa deflazione, ha abbassato i suoi tassi nominali. È però una rincorsa che la banca centrale fatica a controllare, anche perché lo strumento dell’abbassamento dei tassi non potrà essere utilizzato ulteriormente. La Bce si può inventare al limite di dare dei premi a chi presta, ma sta di fatto che il governo italiano pagherà una spesa per interessi più cara a causa della deflazione.

La Commissione Ue nei mesi scorsi ha continuato a invitare l’Italia ad abbassare il debito. Ora che la situazione peggiora che cosa accadrà?

Se a Bruxelles ci fossero dei politici intelligenti, direbbero: “Questa è una situazione eccezionale, non penalizziamo l’Italia perché il suo rapporto debito/Pil è aumentato a causa della deflazione”. Ma in un mondo di burocrati che non guardano alle ragioni che stanno dietro alle variabili, l’Ue prenderà semplicemente atto che l’Italia ha aumentato il suo rapporto debito/Pil. Peccato che le responsabilità non siano tutte dell’Italia.

E di chi sarebbero?

Anche la Bce ha le sue colpe per questo disastro. La banca centrale ha come obiettivo un’inflazione del 2%, ma ha annunciato che siamo allo 0%. Negli Stati Uniti sarebbero stati tutti licenziati. Ma noi sappiamo quanto deve faticare Draghi nel convincere ogni volta le sue controparti nord-europee.

In fondo anche i margini di azione della Bce non sono a loro volta limitati?

La Bce deve essere messa nelle condizioni di fare il suo mestiere, e questo comporta anche un aiuto alla politica monetaria attraverso maggiori investimenti pubblici. Abbiamo visto che la Bce non riesce a stimolare la domanda privata, e quindi abbiamo bisogno di maggiori investimenti pubblici. Il paradosso è che aumentando la spesa pubblica diminuirebbe il rapporto debito/Pil, perché l’impatto sul Pil reale e sui prezzi sarebbe positivo. Il bilancio pubblico diventerebbe dunque “magicamente” più virtuoso.

Il governo è stretto tra le scadenze elettorali e l’Ue che chiede di tagliare il debito. Lei al posto di Renzi che cosa farebbe?


COMMENTI
17/03/2016 - la ricetta è quella del compianto prof modigliani (antonio petrina)

Giustamente il prof Piga fa presente che gli investimenti fanno scendere il debito ( direbbe Einaudi che "i debiti scemano con la nuova ricchezza") : è di questi giorni se tale clausola (cd golden rule, mai concessa ai precedenti governi) sia dall'UE concessa al governo italiano, che il Trattato lo scrisse con esperti europei ( Carli,Pohl) di Maastricht prevede a differenza di altri regolamenti. La ricetta degli investimenti pubblici produttivi,idonei a far scendere il debito, è quella poi del compianto prof. Modigliani ( cd teorema MM), l'unico premio nobel italiano (1985) dell'economia che studiò,con la collaborazione del prof Piga ed altri ,il percorso di riduzione del debito pubblico italiano sia sotto l'aspetto della sostenibilità microeconomica e sia della solvibilità ( opera del 1997:F. Modigliani/F.Padoa Schioppa Kostoris "Sostenibilità e solvibilità del debito pubblico italiano,ed IL Mulino, 1997) ,subito dopo l'ingresso a Maastricht dell'Italia .Il deficit italico nel 1995-97 viaggiava al ritmo del 7-9% sul pil ( oggi siamo al 3%)ed il calo fu proprio per l'attuazione della politica economica ispirata dalla idee del celebre economista.

 
16/03/2016 - debito pubblico (delfini paolo)

Interessantissimo articolo, grazie all'autore.

 
16/03/2016 - commento (francesco taddei)

piga quello che santificava shinzo abe? per far scendere il debito che pagheranno i figli occorre che i padri tirino la cinghia. meno finanza pubblica, più investimenti privati, privatizzazione dei servizi locali. basta con lo statalismo di questi professoroni.