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FINANZA/ Gli indizi di un nuovo disastro sui mercati

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Questa è la tragedia a cui andiamo incontro. Una tragedia che ancora oggi potrebbe essere evitata se vi fosse una volontà politica di farlo. Ma questa volontà politica non si vede proprio. Anzi, la politica sembra ormai essere totalmente succube al volere degli interessi finanziari. “Più Europa”, questo è il ritornello che continuano a propinarci.

Ma è solo una facciata, per rimanere al potere fino all’ultimo secondo possibile, prima del disastro inevitabile. Per allora dovremo organizzarci, far rinascere le comunità locali, tessere rapporti e solidarietà, ricostruire quello strato sociale che oggi è il più colpito e devastato dalla crisi, lo strato delle comunità locali, cuscinetto indispensabile tra le esigenze locali e le aspirazioni di un popolo. Solo da questo “movimento” potrà rinascere una ripresa che faccia prima di tutto riprendere il devastato mercato interno e l’occupazione. Il resto sono solo chiacchiere. E il bazooka di Draghi fumo negli occhi buono per riempire le pagine dei giornali per qualche giorno.

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COMMENTI
18/03/2016 - Salario variabile indipendente (Moeller Martin)

Salario variabile indipendente era lo slogan dei sindacati nel 1970 con il quale si è creato un impennata delle retribuzioni non supportata dalla produttività. Beninteso nel supremo interesse del paese. Pochi anni dopo l'economia italiana era devastata con una buona parte delle medie e grandi imprese dissestate ed una inflazione fuori controllo. Le conseguenze di quella scelta scellerata seguita dalle continue svalutazioni competitive ci condizionano tuttora. Un paese vive del suo sistema economico e questo non può essere sano se deve supportare oneri superiori alle sue possibilità. I redditi possono crescere solo distribuendo gli utili realizzati e non per decreto. Per questo motivo dovremmo indirizzare le nostre già scarse risorse a favore delle imprese perché, per quanto non piaccia ai comunistoidi, sono queste le uniche che generano reddito, investimenti e lavoro. Avremmo dovuto abolire l'IMU alle imprese e non ai privati, ai quali se necessario lo potevamo pure raddoppiare. Intervenire a favore delle imprese è l'unica strada per crescere; quella del rilancio tramite spesa in debito o l'aumento artificiale dei consumi è una gran trovata elettorale ma una assoluta balla dal punto di vista economico.

 
18/03/2016 - ottimo articolo (marco falini)

Come tutti quelli di Passali.

 
18/03/2016 - non esageriamo (Fabrizio Terruzzi)

non esageriamo con le visioni pessimiste e catastrofiche. L'indice FTSE MID nell'aprile 2007 aveva raggiunto il valore di 43.755 quando oggi è 18.600 ca, meno della metà. Altro che arricchirsi con gli investimenti finanziari. Le obbligazioni investiment grade hanno ormai tutte rendimenti negativi, salvo prendersi i rischi connessi alle lunghissime scadenze o a rating speculativi. Personalmente, se non avessi superato certi limiti di età, mi riprenderei in mano l'azienda che mi ha sempre permesso di guadagnare dei bei soldi alla faccia di crisi o meno di borsa. E' poi è un altro discorso che la speculazione oggi non serva a nessuno se non agli speculatori stessi e che vada ripristinata la funzione della borsa quale strumento per canalizzare il risparmio privato verso investimenti nell'economia reale. Ma di questo nessuno ne parla nè se ne occupa. E' pure un altro discorso che nessun economista si sia ancora accorto che le economie mature non possano crescere all'infinito.