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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La nuova paura della Germania

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

Ma la paura è diffusa. Il 4 febbraio la polizia ha arrestato quattro presunti membri dell'Isis con l'accusa di pianificare attacchi jihadisti a Berlino: per fermarli sono stati utilizzati 450 poliziotti impegnati in raid coordinati. Il capo della cellula è un algerino di 35 anni, arrivato in Germania l'autunno scorso come profugo siriano insieme a moglie e figli: ha confessato di aver ricevuto addestramento militare dall'Isis. Algerini anche gli altri tre, uno abitante a Berlino con identità francese e gli altri a Hannover: due di loro avevano contatti con islamisti in Belgio. Ma la paura più grande resta quella del reclutamento presso i profughi che continuano ad arrivare in Germania, visto che lo stesso Hans-Georg Maaßen ha confermato come il bersaglio prioritario della propaganda siano i centri di prima accoglienza e gli ostelli. Nonostante i salafiti rappresentino soltanto una piccola parte della comunità musulmana tedesca, sono anche quella più dinamica ed estrema, quindi capace di attrarre giovani pronti ad azioni terroristiche attive. 

Il 16 febbraio scorso, oltre 200 poliziotti hanno compiuto un blitz nella case di 44 salafiti a Brema e il ministro dell'Interno del Lander, Ulrich Maurer, ha ordinato la chiusura della Islamischen Fördervereins Bremen, l'associazione islamica cittadina, con l'accusa di reclutare miliziani per il jihad: «È a dir poco apocalittico il fatto che abbiamo nel cuore della nostra città persone pronte, da un giorno con l'altro, a partecipare ad atti di terrore di massa in nome dell'Isis». Questo dopo che nel dicembre del 2014 sempre le autorità di Brema avevano chiuso la Kultur-und Familieverein, un'associazione che vide alcuni dei suoi membri associarsi all'Isis in Siria. 

Questo il giudizio al riguardo del capo di Europol, Rob Wainwright: «L'Europa sta affrontando la più grave minaccia terroristica da un decenni a questa parte. Ci aspettiamo che l'Isis o altri gruppi islamisti compiano nuovi attacchi sul nostro territorio con la finalità di uccidere più civili possibili. Inoltre, c'è la minaccia dei cosiddetti "lupi solitari" e dei loro attacchi improvvisi, senza contare il numero sempre crescente di foreign fighters che ritornano in Europa dove aver combattuto e che possono operare come cellule in sonno pronte ad attivarsi. Per l'Europa questa è una sfida completamente nuova». 

Un recente sondaggio condotto da YouGov per l'agenzia di stampa Deutsche Presse Agentur (Dpa) ha scoperto che il 66% dei tedeschi si attende un attacco dell'Isis o di altri gruppi islamici sul suolo tedesco quest'anno, mentre il 17% non pensa che accadrà e un altro 17% dice di non avere un'opinione al riguardo. Parlando a un convegno internazionale della polizia il 25 febbraio a Berlino Hans-Georg Maaßen è stato chiaro: «La Germania non è un'isola, dobbiamo renderci conto che diventeremo un bersaglio di attacchi jihadisti e dobbiamo essere preparati». Insomma, emergenza vera. Tale da giustificare anche un accordo al ribasso con la Turchia in sede europea. Servirà o è troppo tardi? 


(1- continua)

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COMMENTI
19/03/2016 - merkel (Ma BA)

Sono stupefatto. Come è possibile che una statista, a capo del più potente stato dell'UE passi dal "venite tutti, vi accoglieremo" al terrore di accogliere troppi terroristi e per questo accettare un ricatto del genere? E tutto questo dopo appena tre-quattro mesi di distanza. I servizi non l'avevano avvertita? C'era poi bisogno di tanta "intelligence" per capire quello che stava accadendo? Sinceramente non mi raccapezzo di fronte a tanta insipienza, supponenza e in fondo anche stupidità. Siamo proprio messi bene!

 
19/03/2016 - commento (francesco taddei)

quindi per la merkel la soluzione è togliere i visti ai turchi così che possano venire in europa più facilmente? allora spero che anche loro sognino la germania.