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SPY FINANZA/ La nuova paura della Germania

Pubblicazione:sabato 19 marzo 2016

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

«L'accordo con la Turchia è adottato». L'annuncio è arrivato poco prima delle 16 di ieri su Twitter dal premier finlandese Juha Sipila, a cui ha fatto eco subito dopo il premier ceco, Bohuslav Sobotka, in relazione all'intesa sui migranti in discussione a Bruxelles. Dal 20 marzo, torneranno in Turchia tutti i migranti irregolari in viaggio verso le isole greche. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, dopo nuove negoziazioni con il premier turco Ahmet Davutoglu, ha chiesto ai leader europei di sottoscrivere un nuovo testo, dato che giovedì sera i 28 leader avevano sospeso i lavori poco dopo la mezzanotte senza arrivare a un accordo condiviso. 

Di fatto, Ankara accetta il principio che tutti i migranti (che siano rifugiati o persone in cerca di lavoro non ha alcuna importanza) che vanno in Grecia torneranno in Turchia. Per ogni migrante tornato indietro, il governo turco invierà un migrante siriano nell'Ue. È il meccanismo che viene ritenuto unanimemente in grado di scoraggiare i viaggi nell'Egeo. Ma a far cedere Ankara è stato il fatto che nel testo si prevede anche un'accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l'apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda il budget) per l'adesione della Turchia all'Ue. 

Mediazione? Resa? Una sola cosa appariva certa, fin dall'inizio dei lavori di giovedì: la volontà quasi feroce di Angela Merkel di arrivare in qualche modo a un accordo con Ankara, anche pagando un prezzo politico, oltre che economico, molto alto. Il perché è presto detto: i servizi segreti tedeschi hanno reso noto al governo che la situazione in Germania è già oggi potenzialmente esplosiva, ben peggiore di quanto si possa pensare all'esterno. Hans-Georg Maaßen, numero uno dell'intelligence interna BfV, ha dichiarato che lo Stato islamico sta deliberatamente impiantando jihadisti tra i rifugiati che stanno arrivando in Europa e che il numero di salafiti in Germania è salito a 7900 dai 7mila del 2015 e dai 5500 del 2013: «I salafiti vogliono instaurare un Stato islamico in Germania». Sono oltre 800 i residenti nel Paese - il 60% dei quali con passaporto tedesco - che si sono uniti all'Isis in Siria e Iraq e stando ai dati dell'Ufficio federale della polizia criminale, un terzo di loro è già tornato in Germania. 

Stando a dati di Rob Wainwright, capo di Europol, sono oltre 5mila i jihadisti europei ritornati nel Continente dai teatri di guerra dove hanno ricevuto addestramento e combattuto. E i fatti di cronaca cominciano a essere inquietanti. Una 15enne tedesca di origine marocchina, infatti, ha accoltellato un ufficiale di polizia a Hannover, un gesto che le autorità definiscono da "lupo solitario", ma in nome dell'Isis. Il fatto è accaduto il 26 febbraio alla stazione centrale della città tedesca, quando due poliziotti hanno notato la ragazza - identificata come Safia S. - che li seguiva. Quando l'hanno fermata, chiedendole i documenti, la ragazza invece della carta d'identità ha preso dalla tasca un coltello da cucina con cui ha colpito l'agente al collo, ferendolo seriamente. Una volta arrestata, la polizia ha scoperta che la giovane aveva con sé un secondo coltello. Queste le parole del portavoce della polizia di Hannover: «Non mostrava alcuna emozione, la sua unica preoccupazione è che il velo con cui si copriva il capo fosse trattato bene. Che il poliziotto potesse morire non era affatto affar suo». 

Una volta portata in tribunale, il 3 marzo, la verità è emersa: il pubblico ministero, Thomas Klinge, ha infatti reso noto che Safia aveva attraversato il confine turco-siriano per unirsi all'Isis, ma poi aveva desistito su insistenza della madre che l'ha convinta a tornare in Germania il 28 gennaio. Il quotidiano Die Welt ha poi scoperto che Safia era un membro prominente della comunità salafita locale almeno dal 2008, quando aveva soltanto sette anni e appariva in molti video di propaganda insieme a Pierre Vogel, un tedesco convertito all'Islam e divenuto uno dei predicatori salafiti più noti del Paese. Il fratello di Safia, Saleh, è detenuto in Turchia, dove è stato arrestato mentre si addestrava con lo Stato islamico. 


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COMMENTI
19/03/2016 - merkel (Ma BA)

Sono stupefatto. Come è possibile che una statista, a capo del più potente stato dell'UE passi dal "venite tutti, vi accoglieremo" al terrore di accogliere troppi terroristi e per questo accettare un ricatto del genere? E tutto questo dopo appena tre-quattro mesi di distanza. I servizi non l'avevano avvertita? C'era poi bisogno di tanta "intelligence" per capire quello che stava accadendo? Sinceramente non mi raccapezzo di fronte a tanta insipienza, supponenza e in fondo anche stupidità. Siamo proprio messi bene!

 
19/03/2016 - commento (francesco taddei)

quindi per la merkel la soluzione è togliere i visti ai turchi così che possano venire in europa più facilmente? allora spero che anche loro sognino la germania.