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LA RIPRESA DI RENZI?/ I numeri e "i dubbi" che pesano sull'Italia

Mario Draghi (nfophoto) Mario Draghi (nfophoto)

Possiamo immaginarci nuove prese di posizione di Draghi con dei provvedimenti ancora più duri. Lo stesso Draghi però negli ultimi interventi ha sollecitato più volte l’Ue e i suoi Paesi membri a invertire la rotta anche con misure strutturali sul piano della crescita quali più investimenti e meno tasse. Il presidente della Bce conosce infatti i limiti della sua stessa politica monetaria.

 

Il G20 di Shanghai ha invitato ad attuare politiche fiscali per la crescita. Non è in contraddizione con l’Ue che continua a invitare a tagliare il debito?

È facile dire che servono più investimenti e meno tasse, ma se poi andiamo a vedere le tendenze reali che si muovono in Europa dobbiamo constatare i risultati modestissimi del piano Juncker, che pure era stato salutato come una svolta nelle politiche della Commissione Ue. In realtà il debito continua a essere il primo fattore di valutazione. Ma lo è non soltanto a livello europeo, bensì anche dei singoli Stati. Le stesse agenzie di rating guardano sempre al fattore del debito con una particolare attenzione.

 

(Pietro Vernizzi)

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