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FINANZA E POLITICA/ La "spia accesa" per le banche centrali

Pubblicazione:lunedì 21 marzo 2016

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In effetti, è possibile che la BoJ faccia un passo indietro. Dai comunicati, traspare non solo che c’è stato un vivace dibattito intenso, ma che nelle ultime settimane le prospettive economiche non sono migliorate ma peggiorate, nonostante in Giappone le “misure eccezionali monetarie” siano state sostenute da una politica di bilancio accomodante e da un contenimento significativo dei salari reali. Nel contempo, anche nel Sol Levante il tasso di aumento dei prezzi al consumi resta distante dall’obiettivo di una crescita del 2% l’anno. Nell’immediato non si saranno verosimilmente reazioni sui mercati finanziari e sui cambi. È indubbio, però, che crescono i dubbi sull’efficacia della politica monetaria, pure se sorretta da una politica di bilancio compiacente.

Il 16 marzo anche la Federal Reserve ha deciso di non toccare per il momento i tassi. La decisione è arrivata in Europa in serata (a causa del fuso orario), ma già a metà giornata la pubblicazione delle previsioni macroeconomiche del servizio studi della autorità monetaria Usa avevano mostrato che l’economia americana sta per rallentare il proprio passo. Occorre chiedersi quanto sono vicine le autorità monetarie Usa a centrare il doppio obiettivo di raggiungere, contemporaneamente, la piena occupazione e un tasso d’inflazione del 2% l’anno. Ha più o meno colto il primo dei due: il tasso di disoccupazione è appena il 4,9% l’anno. Dopo essere stati “piatti” per tutto il 2015, i prezzi danno segni di movimenti al rialzo. Secondo l’indicatore preferito dalla Federal Reserve, la core inflation, ossia i prezzi al consumo depurati dai movimenti dei prezzi degli alimentari e dell’energia (ambedue molto volatili), viaggia all’1,7% l’anno. Tuttavia gli americani sono diventati assuefatti a prezzi stabili e le indagini campionarie sottolineano che le aspettative dei consumatori sono che i prezzi riprenderanno presto a scendere. Nonostante il buon andamento recente, i mercati finanziari sono preoccupati del quadro internazionale. Quindi, per due giorni il Fecom (Comitato Federale per le Operazioni sul Mercato Aperto) si è interrogato, decidendo, alla fine, di non fare nulla per il momento, in attesa che la freccia del tempo fornisca informazioni più solide. Si sta, però, preparando a dare un segnale in giugno o settembre.

Dato che la Banca centrale giapponese è giunta a decisioni simili il 15 marzo e che il 10 marzo la Bce ha essenzialmente aumentato la dose del Qe, pur introducendo qualche novità, vale la pena chiedersi se l’immobilismo non è una confessione dei propri limiti da parte delle autorità monetarie.

Pochi leggono i documenti della Banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea. L’ultima rassegna trimestrale (diramata a metà marzo) contiene un saggio illuminante di due suoi economisti, Morten Bench e Aytek Malkhozov. Lo studio - How Have Central Banks Implemented Negative Policy Rates?- giunge a conclusioni interessanti: le misure sono state innovative, ma non le modalità di attuazione. Tali modalità non solo hanno un costo che pesa sulle riserve delle banche centrali, ma l’esperienza suggerisce che tassi d’interesse leggermente negativi non hanno effetti significativamente differenti da quelli di tassi d’interesse leggermente positivi. Soprattutto perché “c’è grande incertezza in materia di quello che sarebbe il comportamento di individui e istituzioni ove i tassi continuassero a essere negativi (o comunque prossimi allo zero) per periodi prolungati”.

Sembra un rilievo tecnico, ma è a mio avviso di centrale importanza. Sinora si è sostenuto che le banche centrali navigano nell’incertezza a ragione della globalizzazione e delle tensioni politiche internazionali - si legga, ad esempio, il saggio di Karnit Flug Central Banks and Policy Tools: Conceptual Changes as a Result of the Global Financial Crisis nel fascicolo di marzo della “Israel Economic Review” -, ma ora gli stessi istituti d’emissione dubiterebbero della loro cassetta degli attrezzi. L’avvertimento viene dalla Bri. Quindi va meditato sul serio.



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