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FINANZA/ I disastri combinati da euro e Bce

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Occorre ricordare infatti che tutti i paesi dell'Unione europea hanno concordato, per il solo fatto di appartenere all'Ue, di entrare prima o poi nella zona euro e di adottare quindi l'euro. Certo, ciascuno con i propri tempi, ma comunque euro per tutti. Ora invece Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca hanno di fatto allungato le tempistiche di adozione e non esiste per loro una data certa di abbandono della moneta nazionale. Ovvio che sia così: visto il procedere della crisi e le politiche monetarie fallimentari della Bce, non si vedono più i vantaggi di una simile decisione. E si vedono solo gli svantaggi, cioè la perdita della sovranità monetaria e l'impossibilità di svalutare la propria moneta (cioè di stampare denaro) per sostenere la propria economia nazionale.

Ma non basta. Oltre a questi ora si stanno aggiungendo Austria, Finlandia e Danimarca, con governi e popolazione sempre più insofferenti verso le istituzioni europee. I primi due infatti hanno l'euro e stanno subendo tutti gli svantaggi della moneta unica. Ma pure dalla Danimarca, che pur non avendo la moneta unica soffre della scarsa crescita di tutti i suoi vicini, vengono riflessioni sempre più acute e critiche nei confronti dell'euro. Per esempio, l'economista danese Lars Christensen, ha recentemente affermato che senza l'euro "non saremmo stati obbligati ad affrontare massicci salvataggi di Stati, non ci saremmo trovati con sette anni di recessione nell'Eurozona e la disoccupazione sarebbe stata molto più bassa". 

Tutto questo parte dall'ovvia constatazione, consolidata da cifre ufficiali, che i paesi europei senza l'euro stanno chiaramente meglio. L'economista danese in proposito ha effettuato un proprio studio, nel quale i risultati parlano chiaro. E non c'è differenza tra paesi che lottano contro una corruzione diffusa (Romania e Turchia) e quelli che invece sono ritenuti con economia e istituzioni efficienti: quelli senza euro stanno invariabilmente meglio anche di paesi che sono ritenuti efficienti (come Finlandia e Olanda). Perfino Ungheria e Islanda (che nel 2008 ha dovuto affrontare una gravissima crisi bancaria) stanno meglio di paesi con l'euro (Olanda e Finlandia) o paesi con la propria moneta agganciata all'euro (Danimarca). E conclude con un giudizio lapidario: "Possiamo discutere sul perché l'euro è stato una simile macchina per uccidere la crescita, ma non c'è dubbio che la crisi in Europa oggi è stata causata dall'euro in sé e non da errori di gestione nelle singole economie".

Nel frattempo l'agenzia Fitch ha tagliato le stime di crescita del Pil dell'Italia per il 2016: +1%. C'è da stupirsene? Cosa aspettiamo a licenziare Draghi e uscire dalla moneta unica? Anche perché l'alternativa è presto detta: una nuova crisi devastante e, siccome in ballo ci sono enormi interessi, la soluzione finale, cioè una moneta unica mondiale, ovviamente "per salvarci dalla distruzione del risparmio e dalla catastrofe dei fallimenti bancari". 

A quale prezzo però? Al prezzo di rendere di scarsissimo valore il nostro lavoro, per pagare sempre meno ciò che vale e incatenarci sempre più strettamente nelle catene della prigionia monetaria. Li lasceremo fare?

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22/03/2016 - 3 modi per fallire (Moeller Martin)

Possiamo scegliere fra 3 strade per fallire: con i cavalli è il più veloce, con le donne è il più piacevole, ma il più sicuro è continuando a far debiti.