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Economia e Finanza

FINANZA/ I disastri combinati da euro e Bce

In Europa, dice GIOVANNI PASSALI, risultano sempre più evidenti i fallimenti della moneta unica e delle politiche seguite dalla Banca centrale europea in questi anni di crisi

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Come già sottolineato da Gustavo Piga in un'intervista pubblicata su queste pagine, l'unica possibilità ragionevole per tenere sotto controllo il rapporto debito/Pil è quella degli investimenti di Stato, che all'inizio devono essere in deficit. Questa opzione è tanto più efficace in un periodo di deflazione e alta disoccupazione come il nostro, perché immette denaro fresco in un sistema economico che annaspa e permette l'aumento immediato del Pil, visto che le persone meno abbienti non risparmiano sui beni voluttuari ma su quelli necessari, rimandando la spesa medica o l'acquisto di una nuova auto. Quindi non sono soldi che finirebbero in qualche investimento in borsa, come accadrebbe a un'eccedenza di liquidità che si può accantonare per un investimento a lungo termine.

Questo al contrario non può accadere con la massa di liquidità fornita dalla Bce di Draghi alle banche, perché queste troveranno sempre più conveniente investire nei mercati finanziari piuttosto che nell'economia reale. Finché l'economia non riprende a crescere, non sarà ragionevole investire nell'economia reale. Ma la crescita non vi sarà finché non vi saranno questi investimenti. Un classico giro vizioso che rischia sempre di più di diventare un girone infernale per l'economia reale.

Quindi quello che occorre sono gli investimenti dello Stato. 

Ma proprio questi sono impediti dalle regole europee e dalla Bce, che in questi anni ha instaurato una vera e propria dittatura della moneta. Ha fatto in modo che tutto dipendesse dall'emissione monetaria, ha acquisito un potere enorme e l'ha pure utilizzato (e lo sta utilizzando, immettendo colossali quantità di liquidità), ma da queste stesse regole è rimasta incastrata, perché non sono sufficienti a far uscire dalla crisi e dare slancio alla ripresa. Anzi, proprio nel suo settore specifico la Bce ha clamorosamente fallito. Avendo come unico target il mantenimento di un livello di inflazione inferiore e prossimo al 2%, da anni questo livello è invece vicino allo zero, quando non negativo. E tutti i suoi bazooka non hanno smosso una virgola in tal senso.

Il fallimento della Bce rispetto al suo target lo ha riconosciuto anche Piga, nella sua intervista: "Anche la Bce ha le sue colpe per questo disastro. La banca centrale ha come obiettivo un'inflazione del 2%, ma ha comunicato che siamo allo 0%. Negli Stati Uniti sarebbero stati tutti licenziati". Qui da noi in Europa invece i signori della moneta sono dei totem intoccabili, sia perché non hanno per statuto nessuno a controllare il loro operato che rimane istituzionalmente insindacabile, sia perché le controparti della Bce sono a un livello istituzionale inferiore (sono Stati che si confrontano con un organismo sovranazionale). Ma soprattutto perché purtroppo a livello europeo soffriamo di un nanismo politico sconcertante da parte dei maggiori paesi europei.

La situazione è abbastanza differente invece tra quegli stati che sono abbastanza piccoli da non avere quasi nulla da perdere. Qui l'insofferenza verso le istituzioni europee non è solo una parte consistente della politica (come in Italia con la Lega, in Francia con il Fn di Le Pen, in Germania con il partito antieuropeista Afd), ma è maggioritario e al governo, come in Ungheria, Polonia e più recentemente Repubblica Ceca e Austria. Non a caso nei primi tre paesi vige ancora una moneta nazionale. E sono paesi che, con modalità diverse, hanno di fatto interrotto il loro ingresso nell'Unione europea e l'adozione della moneta unica. 


COMMENTI
22/03/2016 - 3 modi per fallire (Moeller Martin)

Possiamo scegliere fra 3 strade per fallire: con i cavalli è il più veloce, con le donne è il più piacevole, ma il più sicuro è continuando a far debiti.