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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Quel che non torna negli attentati a Bruxelles

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Del resto anche il 14 novembre 2015, dopo che lui e la sua banda jihadista avevano compiuto le stragi del Bataclan e del Caffè Voltaire, più quella mancata allo Stade De France, era scappato con i complici a Molenbeek da Parigi. Tre ore di auto, la macchina viene fermata dalla polizia a Cambrai e lasciata ripartire verso il Belgio, perché a quell'ora - dice la versione ufficiale - non erano ancora ricercati. E Salah dà all'agente persino il suo indirizzo di Molenbeek. D'altronde, perché avrebbe dovuto riparare in Siria, visto che la sua missione di morte doveva concludersi con il sacrificio del suicidio e invece era ancora vivo e vegeto: forse qualcuno dell'Isis, se davvero fosse stato un affiliato, gliene avrebbe chiesto conto. Meglio stare lontano dalla Siria, quindi. E infatti è rimasto a casa sua, indisturbato. 

E la notte tra il 15 e il 16 novembre 2015, addirittura, la polizia belga localizzò Abdeslam in un strada di Molenbeek. Perché non lo hanno arrestato? Perché per la legge belga non si possono far irruzioni poliziesche tra le 23 e le 5 del mattino, si disturba il vicinato. Così il mattino dopo, fatta irruzione in vari appartamenti, il capo terrorista non si trova più. E come scappa? Dentro un armadio nel corso di un trasloco. L'altro giorno, poi, la cattura. In seguito alla quale la Procura belga rende noto che erano in preparazione nuovi attentati: alzato il livello di allarme in città? No. Casualmente, ieri, botto all'aeroporto e nella metropolitana. Oltre ai 31 morti, qui se c'è una vittima è la sicurezza dei belgi, lasciata in mano - nella migliore delle ipotesi - a degli incompetenti ma nella peggiore - e temo non troppo peregrina - a dei complici, quantomeno inconsapevoli. 

Ho cominciato a frequentare Bruxelles per lavoro una decina di anni fa e già allora in certi quartieri era meglio non entrare se si era bianco ed europeo, non è una novità degli ultimi anni la presenza di ghetti fuori controllo in città e la difesa di Salah posta in essere dai suoi amici di quartiere durante il blitz e l'arresto lo testimonia. Chi ha permesso però che questo potesse accadere? Forse il buonismo ipocrita di chi, anche tra i cattolici, è così cieco da non capire che l'accoglienza a tutto tondo e senza limiti può permettersela solo papa Francesco dal suo bunker vaticano? Nella vita reale servono leggi e regole, altrimenti si salta in aria mentre si attende la metro per andare al lavoro. 

Però qualcosa non torna: com'è stato possibile un attentato simile, subito dopo l'arresto di quello che per tutti era il capo cellula dei jihadisti di Bruxelles? Che tipo di reattività militare ha questa gente, degna di un esercito in piena regola? Colpire con la guardia alzata al massimo non solo in aeroporto con un tipo di attacco da forze speciali e non da squilibrati islamici e poi proprio nel cuore della città. Signori, al netto dell'incapacità conclamata della polizia e dell'intelligence del Belgio, a Bruxelles hanno sede la istituzioni europee e la Nato, ci sono i servizi di tutto il mondo attivi. A Bruxelles, non più tardi della scorsa settimana, si sono riuniti Paesi Ue e Turchia per decidere l'accordo sui profughi, con Ankara che ha ottenuto ciò che voleva, in primis il raddoppio degli stanziamenti, da 3 a 6 miliardi. E cos'ha detto quattro giorni fa il buon Erdogan, presidente della Turchia, dopo l'ennesimo attentato ad Ankara subito attribuito alla guerriglia curda? «Non c'è ragione per cui la bomba esplosa ad Ankara non possa esplodere a Bruxelles o in ogni altra città europea. I serpenti con cui state dormendo possono mordervi in ogni momento ma nonostante la chiara realtà, le nazioni europee non stanno prestando alcuna attenzione, mentre danzano su un campo minato». Sul sito di Newsweek potete trovare conferma. Non potrebbe essere magari un avvertimento turco, visto che solo il giorno prima gli europei ci avevano ripensato e si erano detti non troppo convinti di accettare i suoi ricatti sui profughi? O magari la colpa europea è stata quella, sempre lunedì, di non aver accettato l'idea di una no-fly zone in territorio siriano, motivo per cui arrivano i profughi. 


COMMENTI
23/03/2016 - Grazie Bottarelli (Giuseppe Crippa)

Grazie Bottarelli, la lettura del Suo articolo aiuta a capire la situazione reale molto più di qualunque altro contributo offerto oggi qui. Per la seconda volta poi leggo su queste pagine l’espressione “buonismo ipocrita” e trovo un interessante appunto rivolto anche ai cattolici: forse il testosterone non è sostanza così rara a trovarsi in Italia come temevo…

 
23/03/2016 - Bruxelles (delfini paolo)

Sono d'accordo con Mauro Bottarelli,assurdo illudersi che coloro e quelle istituzioni che hanno spalancato di fatto le porte all'islamismo siano i soggetti che possono e devono sconfiggerlo.

 
23/03/2016 - Complotti (Ma BA)

Posso convenire con l'articolista su tutte le "incongruenze", chiamiamole così, o addirittura le complicità della superpotenza USA con frange dell'estremismo islamico. Basti pensare che mentre si fanno le sanzioni alla Russia di Putin perché viola i diritti umani (!), nel contempo si è alleati di (M)Erdogan, dell'Arabia Saudita etc. (e ora anche di Cuba), tutti regimi notoriamente fieri ed integerrimi corifei degli stessi! e finanziatori/fiancheggiatori dei tagliagole. Non concordo sul giudizio riguardo alle reazioni alla Ferrare alla Fallaci, perché i fatti dimostrano che l'islam "è" un problema per la società moderna. Laddove i musulmani sono maggioranza per tutti gli altri la vita è grama, come si sa. Laddove esistono minoranze consistenti di islamici, nascono insurrezioni armate e violente indipendentemente da interventi "occidentali"(Thailandia, Filippine, Nigeria etc..). La Russia di Putin per ora è esente, grazie a lui probabilmente. Cosa succederà se e quando al suo posto ci sarà qualcuno meno deciso e lucido di lui? Il multiculturalismo e l'accoglienza alla Francesco (che lui però non attua) sono gli sbagli più grandi. Fermiamoci finchè siamo in tempo.