BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FUSIONE / Bpm-Banco Popolare: 7 mesi di desiderio fra tweet e mercati

Il presidente del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini (Infophoto) Il presidente del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini (Infophoto)

BANCO POPOLARE-BPM, FUSIONE. Un po' diversa la questione vista da Milano. Da Piazza Meda, ieri sera, non è giunto alcun segnale aperto di compiacimento: tanto che è stato il comunicato a premurarsi di sottolineare un generico atteggiamento positivo da parte del Consiglio di sorveglianza, il diaframma con i soci (soprattutto dipendenti) ieri riunito a lungo. In Bpm l'appuntamento decisivo non sarà l'assemblea straordinaria - come per il Banco - ma l'assemblea ordinaria di fine aprile. Assieme all'approvazione del bilancio i soci rinnoveranno il consiglio di sorveglianza e il suo presidente Pietro Giarda. Che accadrà se il un Cds nuovo di zecca risultasse più freddo su un piano alla fine sponsorizzato con convinzione solo dall'amministratore delegato Giuseppe Castagna? E' vero che il finanziere Andrea Bonomi - davanti all discesa in campo di Palazzo Chigi - ha fatto mezza marcia indietro rispetto alle nuove avance di investimento e rilancio stand alone della Bpm. resta il fatto che mesi i trattative informali fra Castagna e il suo omologo veronese Pier Francesco Saviotti hanno convinto i mercati che è il Banco ad avere più interesse a fiondersi con Bpm che viceversa. E l'autonomia iniziale a una "nuova Bpm" concentrata in Lombardia è un compromesso al ribasso rispetto alle premesse di indipendenza per sei anni dell'intero polo milanese.

© Riproduzione Riservata.