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SPY FINANZA/ Le "mosse sospette" della Bce su Italia e spread

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Se invece la Bce non esclude il suo front-end del mercato del credito dai suoi acquisti, allora cosa farà se le aziende continueranno ricomprare i loro bonds? Se la Bce accetterà di concorrere, allora gli acquisti del ramo corporate si tramuteranno in bersagli mobili per la Banca centrale (e gli acquisti cumulativi totali potrebbero divenire soggetti a frequenti cali), mentre se l'Eurotower non partecipa alle offerte ostacola e riduce la capacità delle aziende europee di gestire efficientemente i loro bilanci in un mondo di tassi a zero. E cosa significa tutto questo in parole povere? Che se la Bce compra bond nel range di scadenza 1-4 anni, ma rifiuta di partecipare alle offerte, a quel punto le aziende non sarebbero in grado di rifinanziarsi per ottenere un vantaggio attraverso i bassi costi del denaro. L'unico modo per evitare di dover prendere una decisione operativa è quello di stare alla larga dal front-end, ma questo riduce appunto l'universo di bond corporate eligibili all'acquisto e, per evitare che l'intero meccanismo grippi, la Bce non potrà fare altro che abbassare le sue pretese e considerare l'acquisto anche di bond non investment grade, ovvero sotto la linea di rating BB. A quel punto, però, non sarà più una Banca centrale ma un hedge fund a tutti gli effetti. E con tutti i rischi che questo comporta.

Insomma, c'è poco da fidarsi di gente così. Per una ragione ulteriore: stranamente, proprio la Banca centrale europea è tornata a spaventare (o, forse, minacciare) l'Italia. Il bollettino economico della Bce lascia poco spazio alle interpretazioni mettendo nero su bianco che «i Paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell'instabilità nei mercati finanziari e la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata». Di più, gli economisti di Francoforte ricordano che la Commissione Ue ha rilevato che otto paesi dell'Eurozona, fra cui l'Italia «sono esposti a rischi elevati per la sostenibilità del bilancio pubblico nel medio periodo» e per questo la Bce sollecita «ulteriori sforzi di risanamento dei conti». A maggior ragione perché la «ripresa economica nell'area dell'euro sta proseguendo, anche se a ritmi inferiori a quelli attesi agli inizi dell'anno sulla scia dell'indebolimento del contesto esterno».

Prepariamoci, mentre loro fanno gli esperimenti e comprano immondizia per comprimere gli spread, prima dell'estate a noi verrà chiesto nuovo sangue fiscale. Lo chiede l'Europa, la stessa che gioca a fare il fondo speculativo, ma che poi bacchetta i vizi altrui. 

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