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GEO-POLITICA/ Così Siria e Trump spaventano gli Usa

Pubblicazione:martedì 29 marzo 2016

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Il quale, intervistato dal New York Times, ha parlato con questi toni dell’Isis lo scorso weekend: «Penso che l’approccio di combattere Assad e l’Isis contemporaneamente sia folle e idiota. Loro stanno combattendosi l’uno contro l’altro e noi combattiamo entrambi. Io penso che l’Isis sia un problema immensamente più grande di Assad, il quale non è certo un brav’uomo, ma il nostro vero problema non è lui, ma Daesh». E poi, sui presunti alleati: «Molte persone in Paesi che pensiamo nostri alleati stanno dando enormi quantità di denaro all’Isis e questi soldi passano attraverso canali oscuri che avremmo dovuto fermare molto tempo fa, ma non abbiamo fatto nulla al riguardo. Parlo di somme davvero grandi, quindi dobbiamo capire che l’Isis non si finanzia solo con il petrolio, ma anche con le banche attraverso canali molto sofisticati. E quel denaro sta arrivando all’Isis da parte di gente che noi crediamo essere nostri alleati... Boicotterei il petrolio dell’Arabia Saudita e di altri alleati se questi non fornissero truppe o fondi per combattere l’Isis. Se l’Arabia fosse stata senza lo scudo della protezione americana, non penso che sarebbe ancora in giro».

Capito perché l’establishment sta facendo di tutto perché il tycoon newyorchese non ottenga la nomination alla convention repubblicana del prossimo luglio a Cleveland? Il Deep State, ovvero i corpi intermedi del governo, le agenzie federali, l’esercito e i media non vogliono Trump presidente, perché il loro approccio verso il mondo è quello tenuto finora in Siria, in Iraq, in Libia, in Afghanistan e ovunque gli Stati Uniti abbiamo messo piede per esportare democrazia, ovvero per destabilizzare situazioni che non ritenevano prone e favorevoli ai propri interessi economici e geopolitici.

L’esempio classico lo abbiamo avuto sabato scorso, quando il generale dell’aviazione americana e comandante in capo delle forze Nato in Europa, Philip Breedlove, ha sostenuto la necessità di riutilizzare in Europa gli aerei spia U-2 per effettuare operazioni in Russia, stando a quanto riportato dal quotidiano ingleseThe Independent. Breedlove ha infatti dichiarato che «questi aerei sono un mezzo per aggiuntive attività d’intelligence, necessarie per affrontare in modo efficace la crescente minaccia di Mosca», scriveva il giornale britannico. Ottusi? No, schierati dalla parte dei loro interessi. Come sempre.

Ottusa è l’Europa che si lascia abbindolare e sostiene agende altrui, spesso antitetiche con i nostri interessi reali e mette le sanzioni contro Mosca, invece che rafforzare i rapporti bilaterali con l’unico Paese che l’Isis l’ha combattuto veramente e che è partner commerciale strategico, nonché fornitore primario di energia. Ma noi preferiamo il greggio saudita a prezzo di sconto che Ryad fa arrivare nei porti polacchi, perché l’Arabia Saudita sì che è una democrazia, mica la Russia.

 

(1- continua)



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