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SPY FINANZA/ I numeri scomodi per la Bce di Draghi

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Come di traduce, volgarmente parlando, una situazione simile? Mancanza di domanda interna. E come si riattiva? Aumentando i consumi, peccato che se non si offre potere d'acquisto attraverso credito e dinamiche salariali, questo non può accadere, nonostante tutti gli acquisti di bond della Bce. La quale finge di non sapere che i tassi negativi sono ovvi motori della deflazione, perché le banche - tra peso delle sofferenze e detenzioni di titoli di Stato che ora rischiano di scendere al 25% su richiesta tedesca in sede Ue - preferiscono pagare qualcosa alla Bce per parcheggiare overnight i fondi a Francoforte piuttosto che erogare credito. 

E la stessa dinamica vale per i consumatori, i quali sono diventati risparmiatori per esigenza e paura: da un lato i salari stagnanti e dall'altro l'incertezza sul futuro pensionistico sono altrettante dinamo per un aumento dei depositi e un calo dei consumi, anche di beni acquistati con alta frequenza. Non ci vuole un Nobel dell'economia, basta il buon senso di chi fa i conti con il proprio reddito e le disponibilità per far quadrare i conti. Una volta si parlava di atteggiamento del buon padre di famiglia, ma forse oggi il concetto è desueto. E i due grafici a fondo pagina ci dicono che l'eventuale scelta della Bce di andare ulteriormente in negativo di 0,20% la prossima settimana potrebbe avere conseguenze serie. 

Il primo ci mostra la dinamica tra il titoli Lehman Brothers e quello di Deutsche Bank alla fine della scorsa settimana, il secondo invece fa riferimento a quanto vi dicevo nell'articolo di lunedì, ovvero al fatto che l'azione del colosso tedesco ha aggravato il suo calo proprio dopo la decisione della Bank of Japan di andare anch'essa in negativo sui depositi, sintomo che si tema per la redditività. Bene, guardato quanto sia prezzato dal mercato un taglio molto netto dei tassi da parte dell'Eurotower, attraverso il rendimento del Bund a 2 anni a -56 punti base: la stessa dinamica si registrò a dicembre, quando però Draghi deluse i mercati non agendo e rinviando alla primavera, portando a un netto aumento del rendimento dei titoli di Stato tedeschi su varie scadenza. Un trucco di politica monetaria, forse, perché quell'aumento degli spread sul Bund resero molti più titoli di Stato di Berlino eligibili per l'acquisto da parte della Bce (la quale non può infatti comprare bond sotto una certa soglia di rendimento) e garantendo al piano di Qe di non subire un repentino rallentamento sul finire del 2015. 

Durerà questa partita di giro? Difficile dirlo, munizioni e conigli dal cilindro stanno finendo e la Germania non sacrificherà Deutsche Bank per nulla e nessuno. Un gran bel disastro, complimenti. 

 

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