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GEO-POLITICA/ I segreti di Arabia Saudita e Usa sulla guerra al terrorismo

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E cosa diceva quella mail? Di fatto che Google voleva aiutare i ribelli a rovesciare Assad: «Per favore, tenete per voi questa notizia, ma il mio team sta pianificando il lancio di un nuovo strumento che traccerà pubblicamente e mapperà le defezioni in Siria e da quale parte esse provengono. La nostra logica si basa sul fatto che mentre molte persone stanno tracciando le atrocità, nessuno sta rappresentando e mappando visualmente le defezioni tra i fedeli al regime, un qualcosa che noi pensiamo sia importante per incoraggiare e dare fiducia all’opposizione». Di più, dopo aver detto che Google intende fornire lo strumento surrettiziamente ai media mediorientali, Cohen conclude: «Dato che è difficile avere informazioni dalla Siria, stiamo lavorando insieme ad Al Jazeera, la quale prenderà possesso per prima del nuovo strumento, traccerà i dati, li verificherà e li manderà in onda in Siria. Per favore, tenete per voi queste informazioni e fatemi sapere se c’è qualcos’altro che voi pensiate sia necessario tenere da conto prima del lancio. Pensiamo che questo possa avere un impatto importante». 

Ma è un motore di ricerca o la Cia? E a chi era indirizzata la mail? Al vice-segretario di Stato Bill Burns, al consulente senior della Clinton, Alec Ross e al vice-capo di gabinetto della Segretario, Jake Sulllivan, il quale girò materialmente la proposta alla Clinton definendola «un’idea davvero brillante». E Cohen conosce bene il Dipartimento di Stato, visto che ci ha lavorato fino al 2010, quando è stato assunto da Google, azienda nella quale ricopriva il ruolo di «direttore dei regime change», stando alla definizione di lui che diede Julian Assange, fondatore di Wikileaks. Ovvero, il magister di quelle sciagure eterodirette dal Dipartimento di Stato Usa e chiamate “primavere arabe” che sono state l’incubatrice dell’Isis e il principio della destabilizzazione generalizzata che alberga ovunque in Medio Oriente. 

La realtà non è mai come appare, c’è sempre un’agenda nascosta. Non vi pare strano che proprio negli ultimi giorni, ovvero dopo l’attacco di Bruxelles e dopo la caduta di Palmira, il terrorismo abbia colpito in maniera sempre più feroce e sempre più al di fuori del contesto siriano? Strage di ragazzini a un torneo di calcio in Iraq, tre kamikaze tra la folla di civili ad Aden, in Yemen e domenica la tremenda strage di Lahore, in Pakistan, che ha visto un attentatore suicida farsi esplodere in un parco tra donne e bambini, reclamando oltre 70 vite innocenti. 

Sono messaggi, segnali chiari per far alzare il livello di sdegno, di paura, di accettazione di qualsiasi epilogo porti alla fine del terrore. Oro per i mestatori di professione e i governatori del caos, in un’Europa che ora sembra indignarsi più per 400 ultras calcistici che per la devastante omertà verso il radicalismo che alberga in molti quartieri delle nostre città. 

 

(2- fine)



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COMMENTI
31/03/2016 - Però, grazie a Mauro Bottarelli (ALBERTO DELLISANTI)

Signor Mascolo la stimo molto per due suoi esemplari commenti alla lettera di M. Lupi del 27/2 scorso. Anche per questo affianco il suo commento. Grazie mille a chi sta raccontando con ricca documentazione come ISIS & company siano frutto della "politica di USA/SaudiArabia/Qatar/Turchia". Lasciamo stare Israele. Per tutti è altra faccenda. L'Arabia Saudita (il Qatar ne è una dependance) e la Turchia, sono il genitore "A" e il genitore "B" dell'ISIS. "A" è quello che ci ha messo spermatozoi e Wahabismo. Lei non obietta a Bottarelli,però è perplesso che non stia scrivendo "del disegno jiadhista di Califfato Universale che si annida nella storia, cultura"...... e senso di rivalsa......ecc. Bottarelli non può non saperlo, però non sta facendo il tuttologo. Non lo storico. Ma è un formidabile cronista, e certo condivide con noi che lo jiadhismo "approfitta del nichilismo culturale-occidentale e del suo ottundimento intellettuale e spirituale".

 
30/03/2016 - Parte della verità, non tutta la verità. (Massimo Mascolo)

In questo come in un altro articolo vi sono analisi interessanti, in buona parte condivisibili. Attenzione però a non innamorarsi troppo di una tesi, chiudendo gli occhi su altri aspetti della vicenda. Che vi sia lo 0,1% di musulmani più o meno "terroristi" lo dice il re di Giordania (la cosa è piuttosto allarmante perché già così vuol dire che ci sono in giro non meno di un milione di estremisti disposti a qualsiasi strage e crudeltà, un esercito quasi imbattibile viste le forme non convenzionali di guerra). Ma il problema vero, come per i regimi totalitari conosciuti in Occidente o nel comunismo asiatico, è il consenso silenzioso e a volte manifesto da parte di una fetta rilevante delle popolazioni coinvolte. Vi è un islamismo estremo e un islamismo di “pancia” che parla al cuore ancestrale di tanti musulmani. Troppo facile e forse ancora poco dire che tali islamismi sono un effetto della sporca politica di USA-Arabia-Qatar-Turchia-Israele. A me sembra che tali islamismi approfittino senz’altro di quelle sporche politiche, ma il disegno jahdista di un califfato universale si annida nella storia, cultura e rivincita islamica (nelle sue varie forme anche contraddittorie e concorrenti fra loro) e verrebbe fuori comunque, approfittando della vacuità politico-strategica europea, del nichilismo culturale occidentale e del suo ottundimento intellettuale e spirituale. Metastoricamente è un rinnovato tentativo di cancellare e sfigurare il volto di Cristo sulla terra (l'uomo).