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Economia e Finanza

SPY BANCHE/ Se Apollo su Carige cambia schema sul riassetto bancario

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (Infophoto)Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (Infophoto)

A dieci giorni dall'assemblea del Banco Popolare, alla cui vigilia la Bce ha ricordato perentoriamente la necessità di un rafforzamento patrimoniale in vista della possibile fusione con Bpm, Francoforte torna dunque a dettare le regole del risiko bancario italiane: anche quando un grande fondo di private equity muove su una banca quotata con strumenti di mercato. È naturalmente un fatto, non un giudizio: così come la tirata d'orecchie giunta proprio ieri da Francoforte al governo Renzi sugli strani ammorbidimenti finali decisi da Palazzo Chigi alla riforma delle Bcc.

La possibile offerta in blocco di Apollo per le quattro banche risolte sembra fra l'altro confermare che - al momento - rimane la scadenza originariamente concordata al 30 aprile, fra Roma, Bruxelles e Francoforte, riguardo il ricollocamento finale delle banche. Non stupisce, anzi, che una manifestazione d'interesse con molte caratteristiche di "garanzia" provenga da un fondo gestito da Andrea Moneta: ex top manager di UniCredit, per anni collega di Roberto Nicastro, quadri-presidente delle banche risolte.

È presto per pronosticare la fine della partita Apollo-Carige. Però da ieri il riassetto bancario italiano ha visto un giocatore impostare uno schema diverso, mai visto prima. Non è ancora chiaro "a favore di chi/cosa" e/o "contro chi/cosa" stia giocando: anche sui media di ieri campeggiavano nuove voci e ipotesi sulla nascita di un super-veicolo fatto da Cdp, Fondazioni e investitori privati per una sistemazione ampia della crisi bancaria italiana. Ma tutto promette di diventar chiaro in fretta.

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