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TASSE E POLITICA/ Imu e Tasi, il taglio "flop" che blocca il portafoglio

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Un elemento dal quale si può sperare qualche risultato positivo per il 2016 è l’azzeramento della Tasi e dell’Imu sulla prima casa. È su questo intervento che il governo ha deciso di “sparare” molte delle sue “cartucce”. La riduzione di Tasi e Imu sulla prima casa di fatto è la carta che il governo sta giocando nel 2016 per fare ripartire il mercato immobiliare, che è sempre stata una delle componenti importanti per la ripresa economica e che per il momento purtroppo continua a latitare.

 

Quali effetti sarà in grado di produrre l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa?

Ritengo che avrà un effetto positivo sulla domanda interna, anche se ho qualche dubbio sul fatto che ciò sia sufficiente a cambiare la situazione economica complessiva. L’ammontare totale della tassazione rimane molto elevato, sia per le imprese sia per le famiglie, e questo certamente è un freno per una ripresa più cospicua.

 

Tagliare anche le tasse su seconde case e immobili non abitativi favorirebbe la ripresa nel settore delle costruzioni?

Nel settore immobiliare la ripresa più consistente può essere quella di tipo qualitativo e non invece quantitativo. Il futuro può venire dalla costruzione di case più sostenibili dal punto di vista ecologico e dalla riprogettazione delle città, come auspicato martedì da Renzo Piano sul Corriere della Sera. Sono invece contrario all’idea di tagliare le imposte su seconde case e immobili non abitativi. La casa infatti è l’unico bene immobile per antonomasia, e quindi ciò significherebbe togliere del tutto risorse agli enti locali che diventerebbero ancora più schiavi della politica centrale.

 

(Pietro Vernizzi)



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