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GEO-POLITICA/ Belgio, quello strano "precedente" degli anni 80

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A far crescere a dismisura i dubbi riguardo il grado di collusione di parte degli apparati statali e militari belgi fu la mancata collaborazione con la Commissione d'inchiesta di SDRAVIII (Service de documentation, de renseignement et d'action) e STC/Mob (Section training, communication, mobilisation): nemmeno a dirlo entrambe, come appurò un'inchiesta del Senato, parte della rete Stay Behind Nel Paese. La prima, composta da paracadutisti e addetti alle operazioni marittime specializzati in atti di combattimento, sabotaggio ed evacuazione, era una sezione dell'intelligence militare che faceva capo al Ministero della difesa e che avrebbe avuto il compito di mantenere i contatti con agenti infiltrati, se il Belgio fosse stato invaso. L'STC/Mob, invece, era un organo dei servizi civili a capo del quale stava il ministero della giustizia. Addestrati a installare e gestire stazioni radio, i suoi uomini venivano reclutati tra gli aderenti a «gruppi con forti motivazioni religiose, a garanzia del loro anticomunismo». 

E le coperture a livello Nato erano tali che il 28 marzo 1991 sul quotidiano Le Soir venne pubblicato questo messaggio: «"Dateci i nomi!" "Mai!" rispondono i "Gladiatori". L'ora della verità è arrivata. Qui è Bruxelles che vi chiama. Cari amici dell'operazione Stay Behind, la sezione SDRAVIII vi assicura la sua alta stima e vi ringrazia della dedizione al vostro Paese. Vi garantiamo che le pressioni saranno vane e che gli impegni presi saranno onorati. Adolphe sta bene!». Autore del messaggio era il tenente colonnello Bernard Legrand, a capo dello SDRAVIII e il riferimento ad Adolphe fu interpretato da molti analisti come un segno di approvazione da parte delle più alte cariche di Gladio. 

Bene, ricorderete come a Capodanno due presunti terroristi e altri sei sospetti in due diverse località del Paese furono arrestati perché accusati di preparare uno o più attentati nella capitale belga proprio a ridosso dei festeggiamenti, poi vietati dal sindaco per precauzione. Stando alla stampa belga, l'obiettivo principale dell'ultimo attentato sventato sarebbe stato il commissariato generale, un edificio a due passi dalla Grand Place di Bruxelles, luogo simbolo della capitale dove la notte di fine anno i turisti accorrono per i festeggiamenti. Complessivamente sei persone furono fermate durante le perquisizioni condotte dalla polizia, guarda caso nella provincia del Brabante Vallone e nei pressi della città orientale di Liegi. E se parvero esclusi legami con gli attentati di Parigi, pochi furono da subito i dubbi sulla matrice jihadista degli attentatori: nelle perquisizioni furono infatti trovate uniformi di tipo militare e materiale di propaganda dell'Isis. Per gli inquirenti era possibile che le uniformi dovessero essere indossate da finti poliziotti per entrare nel commissariato. Non so voi, ma a me inquieta questa analogia. 

 

(1- continua)

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