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SPY FINANZA/ Gli "interessi" dietro a una guerra in Libia

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Volete delle cifre al riguardo? Eccone qualcuna, offertaci dall'ultimo report della University of Maryland su dati del Global Terrorism Database (Gtd): non dei putiniani ortodossi, insomma. Tra il 1970 e il 2014 ci sono state 176 distinte occasioni in cui attacchi terroristici hanno causato 100 o più morti in un certo Paese e in un certo giorno. Il primo caso fu l'incendio doloso al Cinema Rex di Abadan, in Iran, in cui persero la vita 400 persone. Lo scorso anno abbiamo registrato un picco di questi eventi, un'escalation del terrore in grande stile destinata a infondere terrore nella gente: perché nel 2014, a fronte di questi dati, nessuno ha detto «Siamo in guerra» come ha fatto François Hollande dopo la strage del Bataclan? Perché non ci riguardavano, erano stragi in Iraq, Nigeria, Pakistan, Siria, Afghanistan. Toccata la Francia, scatta la guerra. 

Francia che guida una particolare classifica, ovvero tra il 2000 e il 2014 è il Paese al mondo che ha subito più attacchi coordinati in assoluto: su un totale di 331, il 40% apparteneva a questa categoria prettamente terroristica. Morti? Zero. E sapete perché? Perché l'87% di questi sono stati perpetrati da separatisti corsi del Flnc, i quali solitamente distruggono infrastrutture. Una cosa rimane, però: ma l'intelligence francese, ci è o ci fa, visti questi numeri? E poi, i corsi sono forse islamici? Tanto per darvi qualche altra cifra, senza contare Parigi, nei primi mesi di quest'anno ci sono stati 11 attacchi con più di 100 morti e l'Isis a livello globale, tra il 2000 e il 2014, è il responsabile maggiore con il 12% del totale. 

E vediamo ora gli straordinari risultati ottenuti in quindici anni di lotta globale al terrorismo, come ci mostra il primo grafico: più terrorismo che mai! Esattamente come la lotta contro la droga, la quale ha avuto come unico effetto il rafforzamento e l'imbarbarimento dei cartelli del narcotraffico. Tra il 2013 e il 2014 il numero di morti a livello mondiale dovuti ad attacchi terroristici è salito dell'80%, arrivando a un record assoluto. Il secondo grafico ci offre il numero di morti in attacchi terroristici divisi per Paese riferiti al 2014. Non c'è una singola nazione europea in questa lista e la gran parte di morti si è registrata in Iraq, Nigeria, Afghanistan, Pakistan e Siria. Di più, l'Isis lo scorso hanno non è stato il leader delle morti per terrorismo, bensì Boko Haram. Nessuno, a oggi, mi pare abbia dichiarato loro guerra, guardando contrito la telecamera: si attacca la Libia, si mandano boots on the ground in Iraq, si gioca a risiko con i "ribelli moderati" in Siria. Nigeria, non pervenuta. 

 

(1- continua)




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COMMENTI
05/03/2016 - Il colpevole ha un nome (Giuseppe Crippa)

Ennesimo bellissimo articolo di Mauro Bottarelli in versione politica e non economica, grazie! Un solo piccolo appunto: nell’articolo manca il nome del capo del Governo che sta orchestrando da qualche anno questa funesta destabilizzazione: Barack Obama. È sempre bene ricordarlo, perché i media non perdono occasione di attribuire ai Bush (padre e figlio) tutti i problemi del mondo… Attendo con interesse la prossima puntata.