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FINANZA E POLITICA/ La letterina che annuncia "scelte difficili" per l'Italia

Pubblicazione:domenica 6 marzo 2016

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Su famiglie e imprese incide anche il contesto geopolitico nel quale l’Europa si trova: la guerra in Siria, il caos in Libia, l’onda senza fine di rifugiati, le frontiere interne che si chiudono. Schengen che insieme a Maastricht ha segnato il passo in avanti dell’Unione europea verso una più forte integrazione, è in pericolo. E sullo spartiacque di Schengen e di Maastrischt si trova l’Italia con la sua posizione strategica, con i conti pubblici ancora in disordine e con un’economia che non tira anche perché gli italiani hanno paura e non si fidano. Non si fidano nemmeno del governo?

Matteo Renzi continua con la sua propaganda ottimistica. La polemica contro i gufi non fa più ridere nessuno, è diventata una noiosa tiritera e i messaggi inviati da palazzo Chigi hanno l’aria di veline da regime. Il falso ottimismo non genera ottimismo proprio perché è falso; ormai è chiaro a tutti. Sarebbe molto meglio se il capo del governo prendesse atto della realtà, magari dicendo che siamo di fronte a un peggioramento inatteso della congiuntura mondiale, congiuntura politica ed economica, si presentasse di fronte al parlamento e chiamasse tutti i partiti, i partitini, i cespugli, i movimenti vecchi e nuovi, ad assumersi le proprie responsabilità.

Sta arrivando il momento di scelte difficili in tutti i campi, Renzi deve dire le cose come stanno, tirar fuori idee e proposte, chiedere un mandato per agire. In economia la priorità è sostenere la domanda interna con una chiara e credibile riduzione delle tasse. In politica è la sicurezza, il che significa gestire bene la crisi dei rifugiati e prepararsi all’inevitabile coinvolgimento nella stabilizzazione della Libia. Altro che gufi, el condor pasa. 



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