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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Ecco gli affari d'oro dietro alla guerra al terrorismo

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E potrei andare avanti con gli esempi dell'ipocrisia e della complicità occidentale con il cosiddetto terrorismo per dei giorni interi: è solo destabilizzazione, è solo lotta per il potere. Peggio, è la necessità di istituire uno stato di terrore permanente che permetta al cosiddetto warfare, le spese militari, di esplicitare il suo storico effetto moltiplicatore sul Pil di nazioni, come gli Usa, che nonostante la narrativa sposata anche dalla nostra stampa asservita e i triliardi della Fed che hanno arricchito Wall Street, stanno rientrando in recessione. È la solita vecchia storia, solo che dopo il 2008 non si è fatto nulla per cercare di riportare il mondo economico e finanziario in equilibrio. Anzi, si è fatta precipitare la situazione del tutto. Quindi, non basta più una bombetta qui e là per spaventare la gente e farle accettare tutto, tipo lo stato di emergenza in Costituzione varato dal governo francese (almeno lì c'è stato un voto parlamentare, qui Renzi si è avocato i poteri d'imperio) e allora tocca muovere le pedine più grosse: guerra sul campo, con missili e soldati. E body-bags e vedove e orfani come accessori o danni collaterali, da un lato e dall'altro, tra i civili come tra chi indossa una divisa per portare a casa uno stipendio. 

Questi non sono più eserciti che hanno a che fare con concetti nobili come la difesa della patria o della sicurezza, sono di fatto contractors a basso costo per guerre private in ogni angolo del mondo: solo, hanno attaccato al braccio una bandiera che li identifica come soldati. Siamo in guerra, smettiamola di prenderci in giro. E lo siamo anche per mantenere uno stile di vita che non possiamo più permetterci come Occidente, che ha quasi distrutto l'economia negli ultimi 8 anni, ma a cui - a quanto pare - non sappiamo e non vogliamo rinunciare, visto che siamo pronti ad accettare morti e conflitti in suo nome. Scusate, ma questa volta io dico no. Voi fate come vi pare, in questi casi i conti non si fanno con nient'altro che con la propria coscienza. Ammesso di averne una, Renzi in testa. 

Per quanto riguarda gli Usa, non vale nemmeno porsi il quesito, soprattutto nell'anno delle presidenziali e con la mina vagante Donald Trump a disturbare i manovratori del Deep State. I quali hanno qualche difficoltà a depotenziare il voto di protesta e ottenere dagli americani il via libera ad altri quattro anni di esecutivo a guida democratica con Hillary Clinton, a fronte degli strabilianti risultati ottenuti da Barack Obama e sintetizzati a meraviglia nel grafico a fondo pagina.

Volete i nostri militari morti per gli interessi di America e Francia? Benissimo, tenetevi il peso delle loro bare imbandierate al ritorno in patria. E poi godetevi il nuovo modello di iPhone garantitovi da questo ordine di criminali per ammansirvi e trasformarvi in giocatori di Candy Crush, invece che in uomini pensanti. Rileggendo l'articolo di ieri, ho deciso di riproporvi la frase iniziale. "Dopo il tragico messaggio giunto dall'Egitto, con la tortura e l'omicidio di Giulio Regeni ancora avvolto da non pochi tratti di mistero, l'altro giorno è arrivato quello dalla Libia: statene fuori". Mi sono sbagliato, il messaggio è altro. Ovvero, ormai non potete più tirarvi indietro e possiamo fare in modo che pugni nello stomaco come questo alla vostra narcotizzata e impaurita opinione pubblica possano moltiplicarsi, in caso di ripensamento. Ne siete dentro fino al collo, insomma e non si accettano disertori. 

La conquista della colonia è completa, prepariamoci ai bancomat che erogano dollari. A vostro modo di vedere, nella versione italiana, il pezzo più pregiato e di maggior denominazione di chi potrebbe recare l'effige celebrativa? 


(2- fine)

 

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