BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

UE vs ITALIA/ Forte: Renzi ha sbagliato i conti, mancano 5 miliardi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il Prodotto interno lordo dipende anche dal calcolo monetario e dal tasso di crescita, ma la mia stima è che nel 2016 sarà pari a 1700 miliardi di euro. Ne consegue che la manovra correttiva che sarà chiesta all’Italia sarà pari probabilmente a 5 miliardi di euro.

 

Eppure tanto Padoan quanto Poletti hanno ribadito che non c’è all’orizzonte una manovra correttiva...

Il governo insiste nella sua valutazione eccessiva della capacità produttiva inutilizzata, che è maggiore rispetto a quella effettuata dalla Commissione. Padoan dice furbescamente che sta seguendo le regole: peccato che sia il dato statistico a essere diverso. Il problema è che non è mai stato stabilito a chi spetti valutare il dato statistico. Personalmente ritengo che alla fine sia il mercato a doverci dire se la capacità produttiva inutilizzata sia quella che stima la Commissione oppure sia quella che stima il governo.

 

Queste acrobazie sui numeri quali conseguenze possono avere in termini reali?

Il governo sta giocando pericolosamente sui piccoli numeri delle sue piccole crescite, e intanto fa dei deficit assolutamente sproporzionati e che non generano nessuna crescita. È infatti evidente che la crescita italiana è dovuta al ribasso del petrolio e al Quantitative easing. Come risulta dai calcoli dell’Istat del 2015 sulla produzione industriale, il petrolio ci ha fornito uno 0,3% in più di potere d’acquisto. D’altra parte il Quantitative easing ci ha abbassato il tasso di cambio e ci ha dato un po’ di spazio per il credito. Gli esponenti del nostro governo quindi o non capiscono o sono in malafede.

 

Quale delle due secondo lei?

In realtà ci troviamo in una fase di grande debolezza dell’Ue e in particolare della Germania. Il risultato è che Bruxelles non è in grado di comandare e l’Italia ne approfitta. Renzi riuscirà a cavarsela con queste operazioni da spavaldo, che però danneggiano l’Italia. Se però il governo facesse le vere riforme non ci sarebbe bisogno di questi artifizi. In Italia dopotutto abbiamo una forza lavoro che cresce con un tasso di disoccupazione elevatissimo. Se invece la disoccupazione scendesse al 6%, un 5% di capacità produttiva inutilizzata sarebbe un fatto normale.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.