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TASSE E POLITICA/ Iva e Irpef, il taglio col "trucco" di Renzi

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Perché il governo Renzi invece ha voluto spendere quanto si poteva e anche quanto non si poteva, e la conseguenza è che oggi ci troviamo in una situazione non facile. Non credo che se ne esca andando a chiedere flessibilità e revisione delle regole. Le mosse del governo non fanno che segnalare una sostanziale debolezza dell’Italia.

 

È una debolezza politica o di altra natura?

È una debolezza in primo luogo economica. Noi continuiamo a crescere meno della media Ue, ci portiamo sulle spalle un debito molto pesante, e siamo quindi un elemento di rischio sistemico. Quando si è in queste condizioni più di tanto non ci si può muovere.

 

Stati Uniti e Giappone non hanno un debito molto più elevato del nostro. Perché proprio l’Italia sarebbe un rischio sistemico?

Perché, come abbiamo visto nel 2011, basta un nulla per metterci in condizioni difficili. Da molti punti di vista inoltre la nostra situazione non è paragonabile a quella del Giappone. L’Italia è un problema perché cresce poco, e quindi non offriamo garanzie molto solide a chi detiene il nostro debito. Quest’ultimo è sostenibile semplicemente perché i tassi d’interesse molto bassi, altrimenti in situazioni normali ci sarebbero dei problemi.

 

L’Italia è ancora un Paese vulnerabile?

La nostra vulnerabilità è evidente e andava affrontata per tempo sfruttando tutti i margini. Quando il Pil cade in modo significativo, come è avvenuto in Italia negli ultimi anni, non si può pretendere troppo. Ma quando il Pil ricomincia a salire le politiche fiscali devono tenerne immediatamente conto. Il debito è anche il limite principale alla nostra politica economica, perché questo macigno impedisce di attuare una serie di misure dalla riduzione delle tasse ad alcune spese di cui probabilmente ci sarebbe bisogno.

 

(Pietro Vernizzi)

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