BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Banche-Russia-Panama Papers, il legame che nessuno vede

Pubblicazione:

Vladimir Putin (Infophoto)  Vladimir Putin (Infophoto)

Non vi sarà però sfuggita una cosa: ricordate il primo giorno, lo scoppio dello scandalo? Quale fu il nome che tutti i tg spararono come fosse il nuovo crollo del Muro? Il presidente russo, Vladimir Putin. E cos'è emerso in realtà, leggendo anche le carte, oltre ai titoli roboanti? Nessuna evidenza di diretta del coinvolgimento di Putin in nessuna delle carte sottratte, né per le attività criminali, il furto, l'evasione fiscale o il riciclaggio di denaro legati a quelle carte. Certo, ci sono documenti che dimostrano che alcuni dei suoi amici hanno movimentato fino a 2 miliardi di dollari attraverso queste società di comodo panamensi, ma nient'altro, da Panama non arriva nulla di nuovo sullo zar. Il quale, infatti, si limita ad accusare la Cia - come ai bei tempi del Kgb - tanto per dare un titolo all'agenzia Tass e se ne va, ridendosela di gusto sotto i baffi. 

Ho fatto una ricerca su Internet al riguardo, ovvero al presunto tesoro estero del leader russo, accumulato in anni al potere: in un primo momento lo si stimava in 20 miliardi di dollari, poi 40 miliardi poi 70, fino a 100 miliardi. E ora, cosa regalano al mondo le sconvolgenti Panama papers? Tutto ciò che si è trovato è forse un paio di miliardi, oltretutto appartenenti a un amico. Forse, qualcuno troppo affamato ha mangiato per sbaglio una polpetta avvelenata annaffiata di vodka? Di fatto, queste sconvolgenti rivelazioni di cui traboccano i nostri pavloviani talk-show politici e tg, forniscono a Putin paradossalmente quasi una copertura. 

Pensateci: se ci fosse stata una manina russa dietro quei files, avrebbe ottenuto parecchi risultati, spendendo ben poco. Alcuni pensano al Russian Financial Monitoring Service (Rfm), il servizio di spionaggio finanziario personale di Putin, che ha il monopolio sulle informazioni riguardanti il ??riciclaggio di denaro, centri offshore e le questioni connesse che coinvolgono la Russia o cittadini russi. Nessun altro sarebbe stato in grado a Mosca di compiere un'operazione del genere, nemmeno l'erede del Kgb, l'Fsb. Inoltre, è curioso che i documenti non menzionino cittadini americani. Perché? Forse qualcuno ha eliminato quei riferimenti prima che i documenti fossero consegnati al giornale tedesco. Un messaggio diretto contro gli americani e gli altri leader politici occidentali che finora non sono stati citati? Magari quelli che non sono menzionati nei Panama papers sono i veri obiettivi. Lo è stato, finora, solo uno: quel David Cameron cui una sola persona al mondo aveva giurato vendetta per la pubblicazione della conclusione preliminare della Commissione d'inchiesta sul caso Litvinenko. Chi è, a vostro parere? 

Una cosa è certa: tutto torna. Le banche traballano e allora il marcio deve essere tutto a Panama e nei centri off-shore, almeno per l'opinione pubblica che si ubriaca attacca alla tv o guardando le locandine fuori dalle edicole, andando al lavoro. Contemporaneamente, nessuno di veramente importante ha pagato conseguenze, se non chi aveva dichiarato guerra al Cremlino. Quelle carte sono spazzatura, inutili. Ma se chi le maneggia sa a chi darle, quando darle e come darle, sono oro. La realtà non è mai come appare. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.