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FINANZA/ Il conto del Governo pronto a saltare

Pubblicazione:mercoledì 13 aprile 2016

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Per quanto riguarda il 2016 sono state eliminate le tasse sulla prima casa e ci sono maggiori incentivi all’investimento. Per esempio il super-ammortamento prevede una maggiore deducibilità per le spese fatte per acquistare nuove macchine. Queste deduzioni non sono però già utilizzabili negli acconti 2015-2016. Quindi l’impatto che il governo spera di avere sugli investimenti non arriverà subito, bensì a partire dall’anno successivo. Se si voleva dare una frustata agli investimenti bisognava renderli deducibili fin da subito, e invece così non è stato.

 

I dati Istat sulla produzione industriale a febbraio registrano un calo rispetto al mese precedente e un aumento rispetto allo stesso mese del 2015. Lei come li interpreta?

Il dato Istat di febbraio è negativo, così come quello di gennaio era stato invece inusualmente positivo e quello di dicembre era stato deludente. Oggi ci troviamo 25 punti al di sotto rispetto alla produzione industriale della fine del 2007. Manca ancora una ripresa del settore manifatturiero degna di questo nome. Nel 2015 l’industria ha registrato il +1% rispetto al 2014, mentre in altri periodi di ripresa il dato positivo era stato molto più marcato.

 

Infine, può bastare il Fondo Atlante per risolvere i problemi delle banche?

Il Fondo Atlante è un passo che andava fatto, perché quando c’è un incendio bisogna spegnerlo. In una situazione normale ci si può chiedere se sia opportuno un intervento implicito da parte dello Stato a sostegno dell’ennesimo salvataggio. Il Fondo Atlante però è un tentativo di porre rimedio a una situazione di grave incertezza.

 

(Pietro Vernizzi)



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