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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Quelle strane scommesse sul Brasile

Dilma Rousseff (Infophoto)Dilma Rousseff (Infophoto)

Dato l'atipico backdrop di attività inflattiva (ovvero proprio il combinato di prezzi al rialzo contro stagnazione della crescita) e il fatto che la politica monetaria brasiliana è già molto restrittiva, così come le condizioni finanziarie generali, c'è da aspettarsi che la Banca centrale non toccherà il Selic e lo lascerà al 14,25% per ancora un po' di tempo, anche se vista la profondità della crisi economica in atto non è da escludere che una qualche manovra espansiva verrà posta in essere non appena si aprirà una possibile finestra di intervento. 

Insomma, in parole povere si può riassumere l'intera faccenda con una parola: precipizio. Sì, perché se la Banca centrale non interviene con politiche di supporto a un'attività economica da encefalogramma piatto, il trend non può che peggiorare, ma se lo fa seguendo la ricetta classica, ovvero tagliando i tassi, rischia soltanto di esacerbare la spirale inflazionistica, mandandola ulteriormente fuori controllo. Direte voi, da un mercato del genere si scappa a gambe levate, visto che non esiste un singolo indicatore che possa essere visto come un segnale di buy per un'economia allo sbando, seppur restando sempre la prima dell'America Latina. Proprio convinti? Proprio sicuri che il mercato ragioni in maniera razionale e, anzi, non operi in modalità contrarian? 

In gergo si dice operare in modalità the night is darkest just before the dawn, ovvero quando tutto sembra scuro, negativissimo, quello potrebbe essere l'attimo culmine della notte prima che arrivi la luce dell'alba: e per luce si intendono soldi. Basti notare alcune anomalie presenti nel trading sul Brasile di questi giorni. Come sottolineava l'altro giorno Bloomberg, le scommesse ribassiste degli investitori stranieri contro il real sono oggi ai livelli minimi dal novembre 2013, avendo un controvalore di 16,5 miliardi di dollari al 29 marzo scorso, un netto -57,4% dall'ultimo massimo record registrato lo scorso 29 maggio a quota 38,7 miliardi. Ironicamente, più forte è il real come valuta, più sarà difficile per l'economia brasiliana dare vita a un aggiustamento, il che significa che coloro i quali stanno scommettendo sulla forza del real come un fattore nel ribaltamento del quadro economico stanno inavvertitamente minando alle fondamenta la loro causa. 

La Banca centrale brasiliana sta facendo del suo meglio per tamponare il rally valutario, vendendo reverse swaps,ma finora lo sforzo è stato pressoché vano, visto che la scorsa settimana l'istituto centrale di Brasilia è riuscito a piazzare soltanto 2900 dei 17mila contratti offerti. Questo, unito all'esito tutt'altro che gradito del report trimestrale sull'inflazione, non ha fatto altro che spingere ulteriormente al rialzo la valuta. Ma, attenzione, perché c'è chi per combattere questo ambiente vede come opportunità nientemeno che le equities brasiliane, le quali quest'anno hanno piazzato un rally furioso. Follia? 

Sì, a livello di fondamentali senza dubbio, ma questo grafico ci mostra come esista un precedente al riguardo: il caso Watergate, ovvero il fatto che l'instabilità politica sia un'opportunità poiché la paura comprime i costi degliassets.