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Economia e Finanza

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA / Caos decreto, Gasparri: “Renzi non capisce nulla di diritto” (Ultime notizie e news live 15 aprile)

Canone Rai 2016 in bolletta, ultime notizie e news live: nuove grane per il Governo Renzi. Il Consiglio di Stato boccia il decreto attuativo (Ultime notizie e News live 15 aprile).

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Che il canone Rai 2016 in bolletta non sia un tema legato “solo” alla quotidianità degli italiani ma anche e sopratutto un pretesto per attacchi politici ormai lo si evince senza problemi: da sempre il Servizio Pubblico genera discussioni e dibattiti tra chi lo vuole privatizzare e chi al contrario intende rendere ancora più statalizzato il grande servizio della radiotelevisione italiana. Ebbene, in questo periodo l’oggetto del contendere non è neanche il canone ma lo stesso Matteo Renzi: sentite l’attacco di Maurizio Gasparri, senatore Forza Italia e relatore della precedente legge sulle telecomunicazioni del Governo Berlusconi. «Del canone in boleto base ne parlava da anni eppure Renzi è arrivato impreparato all’appuntamento. E dire che se n’è discusso pubblicamente ed è stato sollevato il problema dell’indeterminatezza delle regole e anche le associazioni di consumatori hanno sollevati molti dubbi. Se Renzi si presentasse ad un qualsiasi esame di diritto sarebbe stato subito bocciato». Prosegue ancora già duramente ancora Gasparri, “la vicenda del canone Rai mette a nudo la totale incompetenza di questo governo, una catastrofe unica”.

La reazione politica contro il Governo è stata veemente per il canone Rai 2016 che dal pagamento in bolletta ha destato parecchi dubbi per il Consiglio di Stato tanto che ha bocciato il decreto attuativo in attesa di migliorie e modifiche. Privacy, mancanza di definizione sull’apparecchio tv e tanti altri punti sul pagamento ancora non convincono: questo è bastato perché le opposizioni si siano scagliati contro Renzi e le sue riforme anche in ambito di servizio pubblico. Secondo i consumatori dell’Aduc si tratta di un abbandono dei cittadini da parte dello Svilippo, mentre l’Unione dei Consumatori chiede il rinvio della prima scadenza di luglio: Fico del M5s (come illustriamo qui sotto) chiede che venga immediatamente sospesa la prima rata, mentre la Lega Nord con Gianmarco Centinaio definisce “l’ennesima genialità di Renzi, bocciata infatti dal Consiglio di Stato”. Da ultimo, Forza Italia si scaglia sull’intera vicenda dicendo che è un totale fallimento del Governo, mentre Daniele Capezzone chiede di privatizzare la Rai e infine anche Giovanni Paglia, di Sinistra Italiana, ritiene come i forzisti che l’esecutivo sia responsabile dell’intero caos attorno al canone Rai 2016 da pagare in bolletta.

In seguito alla bocciatura del Canone Rai 2016 in bolletta da parte del Consiglio di Stato promosso ieri sera, la reazione del mondo politico è stata veemente: i cittadini hanno cominciato a riempire il web e i siti specializzati di domande ulteriore sull’immediato futuro del pagamento in bolletta del canone Rai. L’Agenzia delle Entrate ha promosso dunque una serie di domande FAQ con risposte al seguito sui punti principali del canone Rai in questione: se ad esempio vi sono più utenze elettriche intestate allo stesso soggetto, come si rimedia nel pagamento? Le Entrate rispondono assicurando che in quel caso non si rischia il doppio addebito, il canone infatti viene addebitato sempre e solo su una sola utenza elettrica. Altro tema in campo chiesto dagli utenti riguarda il caso in cui vi siano nuove utenze elettriche: «chi attiva un’utenza elettrica per la prima volta nel corso dell’anno e non è già titolare di un’altra utenza residenziale nell’anno di attivazione è esonerato dal pagamento del canone solo se presenta la dichiarazione entro al fine del mese successivo alla data di attivazione della fornitura», recita ancora il sito di Agenzia delle Entrate.

Il caos generato sul Canone Rai 2016 da pagare in bolletta dopo la decisione negativa del Consiglio di Stato, la reazione politica contro il Governo non si lascia attendere: a prendere parola questa mattina, con una intervista a 24Mattino su Radio24, è Roberto Fico, membro del Direttorio M5s. «Non si va da nessuna parte andando sempre di fretta per fare annunci: non è la prima volta che il governo scrive con i piedi leggi e decreti per andare di fretta, senza avere una sostanza formale sui contenuti. Il Consiglio di Stato ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto, visto che nel decreto, ad esempio, manca il concerto con il ministero dell’economia. Senza questo passaggio previsto dalla legge, qualsiasi cittadino quando dovrà pagare il canone potrà fare ricorso e probabilmente vincerlo, lasciando la Rai con nulla in mano». Secondo l’esponente dei 5 Stelle dunque rischia così di saltare la prima rata: «il governo dovrà sicuramente sospendere la prima rata del canone Rai se non si uniforma tutto quello che dice il Consiglio di Stato». Governo sotto tiro non solo dal Movimento 5 Stelle, ed era prevedibile che dopo la decisione un po’ a sorpresa dei giudici il decreto già piuttosto discusso in passato sul Canone Rai 2016 venisse di nuovo rimesso alla gogna. Quali le prossime decisioni in merito da parte di Renzi?

Il canone Rai 2016 pagato in bolletta ha ricevuto un sonoro stop dal Consiglio di Stato anche se nulla è precluso in via definitiva visto che i giudici hanno indicato quali sono i punti nodosi - che trovate qui sotto nel dettaglio - e su cosa dover lavorare nei prossimi giorni, visto che i tempi del pagamento del canone sono alquanto stretti. Scatta l’allarme nel paese con il sindacato maggiore, Cgil, che si espone con un importante appello: «Archimede Renzi ha di certo salutato con un “Eureka” la sua meravigliosa intuizione di inserimento del canone nella bolletta dell’energia elettrica. Da più parti e anche per noi qualche legittimo dubbio fu sollevato, l’inventore e la sua accolita di scienziati ci spiegarono che non bisogna porre limite all’inventiva», riporta la nota di Slc Cgil. Ma la legge con il Consiglio di Stato è stata per ora bocciata: dunque che si fa? «Potremmo chiuderla così se non fosse che questa forma di autismo politico mette a rischio il sistema radiotelevisivo pubblico, la più grande azienda culturale del Paese e con essa il destino dei lavoratori». Il sindacato della Camusso esprime forte preoccupazione per la situazione della Rai, con l’auspicio che non vada a carico della fiscalità generale il reperimento di risorse necessarie per l’azienda Rai “priva di certezze sul proprio sostegno economico e sul proprio status“.

Il canone Rai 2016 in bolletta è sostanzialmente nel caos dopo la bocciatura del decreto attuativo del Governo ricevuta ieri sera dal Consiglio di Stato: mentre le polemiche infuriano tra consumatori e opposizioni politiche, il governo prova a correre ai ripari con possibili altri decreti o emendamenti che possano sistemare le (tante) questioni definite problematiche dai giudici. All’AdnKronos ha parlato il presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni che getta acqua sul fuoco per l’intera vicenda: «Il parere interlocutorio del Consiglio di Stato è arrivato, non non siamo destinatari del parere ma il ministero dello Sviluppo economico. Penso che le osservazioni il ministero le potrà trattare tranquillamente e accogliere nel proprio decreto, i tempi credo che ci siano e ci sono ottime condizioni per fare un decreto migliorato da tutti i punti di vista sia cogliendo il nostro parere sia quello del Consiglio di Stato». Bottoni si riferisce a quanto affermato dall’Aeegsi tempo fa sul canone Rai in bolletta: l’intento era quello di non far finire il canone come una delle voci della bolletta sulla luce bensì l’esazione di una tassa, di un canone, contestuale alla bolletta elettrica.

Il concetto è piuttosto chiaro sul canone Rai 2016 in bolletta: dopo la bocciatura del Consiglio di Stato, come si fa ad inserire il canone in bolletta con tutte le criticità uscite da quel provvedimento ed evidenziate dall’organo controllore? Definizione di apparecchio tv mancante, norme non chiare e problemi di privacy: motivi tutti legittimi per le associazioni dei consumatori per poter o mettere interventi urgenti all’ordine del giorno per l’esecutivo oppure rimandare l’intero pagamento. Parla il Codacons: «Come conseguenze del parere del Consiglio di Stato, non sarà possibile inserire il canone Rai in bolletta almeno fino a che non saranno superate le pesanti criticità rilevate. Il Governo deve ora sospendere il decreto e apportare tutte le correzioni richieste dai giudici», sono le parole veementi del presidente Carlo Rienzi. Rincara infine la dose nella nota Codacons, affermando come «l’unica cosa certa in mezzi ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale, motivo per cui il Governo farebbe bene a rinunciare del tutto al provvedimento».

Dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato del decreto ministeriale sul pagamento del Canone Rai 2016 in bolletta, l'associazione dei consumatori Adoc chiede lo stop del pagamento attraverso questa nuova modalità. “Il Consiglio di Stato ha confermato quanto abbiamo sempre ribadito. Il canone Rai in bolletta porta più disagi che miglioramenti – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – (...) Ogni giorno riceviamo centinaia di segnalazioni e richieste di aiuto da parte dei consumatori, esasperati dalle innumerevoli difficoltà incontrate nell’interpretare la norma e nel dirimere le soluzioni più controverse. (...) A questo punto invitiamo il Governo e le Istituzioni competenti ad adottare la soluzione più saggia e favorevole ai consumatori: bloccare la normativa, fermando l’inserimento in bolletta del canone e lasciando inalterata la cara vecchia soluzione del pagamento con bollettino postale. Siamo sempre convinti, inoltre, che se si vuole veramente combattere l’evasione del canone, l’unico modo certo è ridurre sensibilmente il costo dell’imposta, portandolo a non più di 50 euro annui”.

Un botta e risposta sul canone Rai 2016 in bolletta quello tra il governo e il Consiglio di Stato dopo la bocciatura a sorpresa del decreto attutivo che avrebbe portato il pagamento in bolletta per i cittadini italiani già dal prossimo maggio. Dopo la difesa dell’esecutivo Renzi - che si gioca la “faccia” dopo i proclami e i numerosi spot sulla Rai della grande innovazione per il nuovo pagamento in bolletta - che parla di indicazione e non di stroncatura da parte del Consiglio di Stato, arriva la risposta secca (che suona tanto di smentita) dello stesso organo. Nella nota ufficiale del Consiglio di Stato si scrive: «espresso un parere interlocutorio sullo schema di decreto del Ministro dello Sviluppo Economico sul canone. Si evidenzia alcuni profili che richiedono un approfondimento da parte dell’amministrazione, quali l’individuazione di cosa di debba intendere per apparecchio televisivo». Tra i veri problemi che intercorrono sul nuovo canone Rai in bolletta il Consiglio ritorna a ricordare come la detenzione di un apparecchio televisivo comporta il pagamento del relativo canone di abbonamento; per finire, il rispetto della normativa della privacy, con tutti i vari organi che avranno i dati dei singoli cittadini e che non lascia tranquillo l’organo controllore.

Non tutti gli italiani possiedono un televisore: chi non ce l'ha non è quindi tenuto a pagare il canone. Proprio riguardo al canone Rai 2016 in bolletta l'Agenzia delle Entrate chiarisce dunque che cosa fare in questo caso. Nonostante il Consiglio di Stato abbia bocciato il decreto attuativo ministeriale che prevedeva da quest'anno la nuova modalità di pagamento del Canone Rai 2016 in bolletta anziché con bollettino postale inviato a casa entro il mese di gennaio. Come riporta l'agenzia di stampa Adnkronos, "i titolari di utenza elettrica ad uso domestico residenziale possono presentare una dichiarazione di non detenzione tramite l’applicazione web disponibile sul sito di Agenzia delle Entrate o tramite gli intermediari abilitati. Inoltre, è possibile presentarla anche in forma cartacea, mediante spedizione postale al Sat - c.p.22 Torino, per plico raccomandato senza busta insieme a una copia di un valido documento di riconoscimento".

Dopo la notizia choc dal consiglio di Stato che ha bocciato il canone Rai 2016 pagato in bolletta - a pochi mesi dal pagamento reale per i cittadini - le reazioni della politica sono varie e con ovvie prese di difesa e distanza del Governo e invece attacchi ancora più duri delle opposizioni che vedono nella decisione del Consiglio di Stato una sorta di spada di Damocle per l’esecutivo Renzi. Il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, prova a difendere la decisione e non parla di stroncatura: «Siamo di fronte ad un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti, peraltro nella prassi dei pareri del Consiglio Stesso. Già in aula alla Camera il 6 aprile scorso avevo annunciato l’intenzione del governo di procedere ad una definizione di apparecchio tv più esplicita e meno tecnica». Il governo, sempre secondo Giacomelli, stava già pensando ad una campagna di comunicazione per una proroga al 15 maggio del termine per la comunicazione alla Agenzia delle Entrare delle dichiarazioni di esenzione per chi in sostanza non dovrà pagarlo il canone Rai: «Anche sulla privacy il testo è all’attenzione del Garante e lavoriamo insieme con spirito costruttivo perché la questa è delicata importante».

Il Governo presieduto da Matteo Renzi nell’ambito dell’ultima legge di Stabilità, ha previsto una norma che andasse a modificare in maniera sostanziale il Canone Rai, affetto da sempre da un elevato tasso di evasione fiscale, calcolato intorno all’40%. Per regolamentare questa fase transitoria che prevede l’inserimento del principio di presunta detenzione di un apparecchio tv in grado di ricevere il segnale Rai e modifica del pagamento dell’importo annuale, è stato redatto un apposito decreto attuativo. Purtroppo per il Governo, tale decreto ministeriale sul canone Rai ha ricevuta una pesante bocciatura dal Consiglio di Stato, per cui non può essere promulgato. Nello specifico il Consiglio di Stato, ha fatto presente al Ministero dello Sviluppo Economico che nel decreto non è stata inserita una definizione delle dicitura Apparecchio Tv. Inoltre, il decreto non risulterebbe chiaro rispetto al numero di versamenti che il contribuente dovrà effettuare. Insomma il testo per il Consiglio di Stato va rivisto in quanto presenta una serie di imprecisioni o quanto meno di mancate delucidazioni su modalità e definizioni. Per il Governo non resta che rivederlo in tempi quanto più stretti possibili.

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