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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La nuova minaccia per Italia e Pigs

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In parole povere, il Tesoro di Tokyo presto o tardi dovrà andare a cercare fondi esteri per colmare il gap di finanziamento, di fatto innescando una crisi relativa allo stesso, poiché quando saranno gli hedge fund Usa l'investitore marginale per il debito giapponese, è chiaro che questi chiederanno uno spread sostanziale di rendimento per detenerlo. A quel punto, le dinamiche del debito verranno trasformate e uccideranno del tutto l'illusione di solvibilità della nazione: il tutto, in una maniera che rischia di essere immediata e non lineare. Ed ecco che potremmo arrivare a un paradosso tragico, ovvero il fatto che la Bank of Japan potrebbe venire schiacciata da una pressione politica finalizzata a un finanziamento diretto del budget, un qualcosa che farebbe mutare il rischio implicito del Paese da trappola deflattiva a un epilogo totalmente inflattivo: «Un giorno la BoJ potrebbe ricevere una chiamata dal ministro delle Finanze, il quale potrebbe chiederle - con una domanda da vita o morte - di pensare al Paese e mantenere i tassi a zero per un po' di più. Ecco quindi apparire il rischio del dominio fiscale, un qualcosa che potrebbe spingere eventualmente verso un ambiente di alta inflazione. Non sarei affatto sorpreso se una dinamica simile dovesse emergere nei prossimi 5, massimo 10 anni». 

In effetti, in parte sta già accadendo, visto che la Bank of Japan sta drenando l'intero deficit di budget attraverso la prosecuzione a oltranza del programma di acquisto legato al Qe: a oggi, la Banca centrale detiene il 34,5% del mercato obbligazionario nazionale e ci si attende che arrivi al 50% l'anno prossimo. Non è d'altronde una novità che una delle finalità principali dell'Abenomics sia il drenaggio del debito per evitare una crisi di finanziamento, visto che i grandi fondi pensione e le assicurazioni si ritirano dal mercato. Parallelamente, si cerca di stimolare la crescita del Pil fino in area 5%, questo proprio per andare a intaccare la logica rialzista della ratio debito/Pil: in quest'ultimo caso, tutto quanto sperato è rimasto lettera morta. Il problema è che quanto potrebbe accadere al Giappone non resterebbe certo confinato all'interno della sua economia, visto che il sistema finanziario globale è talmente interconnesso da scontare criticità che accadono dall'altra parte del globo con la velocità della luce: stiamo parlando di rischi molto seri che hanno un ambito temporale di accadimento molto breve, ovvero i prossimi 5 anni. 

Arco di tempo entro il quale il Giappone sarà ancora la terza economia del mondo, oltretutto con il poco raccomandabile status di laboratorio globale per l'invecchiamento della popolazione, una dinamica con cui tutti i Paesi dovranno presto fare i conti, anche se con sfumature di incidenza diverse. Non ci vorrà molto, basterà che i mercati comincino a sospettare che Tokyo stia deliberatamente creando una via di fuga dalla sua trappola del debito pubblico - qualcosa come 10 triliardi di dollari - attraverso una sorta di stealth default inflazionistico e le cose potrebbero andare fuori controllo molto rapidamente: e chi sarebbe il primo contagiato da una situazione simile?