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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La nuova minaccia per Italia e Pigs

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La periferia dell'Ue, visto che vive già oggi patologie nipponiche come la bassa crescita e un pessimo trend demografico. E ricordatevi sempre che oggi come oggi sul mercato c'è il controvalore di 7 triliardi di dollari di debito che trada con rendimento negativo, di fatto un incidente che sta soltanto aspettando di accadere nel comparto obbligazionario. Unite a questo rischio la sempre maggiore instabilità che sta attraversando i governi del Vecchio Continente (per capirci, la Spagna non ha ancora oggi un governo), fra crisi dei migranti, ripresa economica inesistente e deflazione persistente nonostante il Qe (oltre a un euro forte, se calcoliamo gli acquisti della Bce): per Blanchard, «gli investitori, andando avanti di questo passo, potrebbero avere seri problemi a comprare quei bond sovrani». 

E, ricordate, la Bce non può comprare in eterno. Blanchard non ha dubbi al riguardo: «Alcuni Paesi dell'eurozona hanno alti profili di debito e presumibilmente dovranno fare un default». Nomi? Il professore ovviamente non ne fa, ma il candidato numero uno appare il Portogallo, il cui governo di sinistra ha dato vita a un braccio di ferro con le autorità europee sull'austerity, ma lo sta facendo con un deficit che è al 4,2% del Pil, contro il target originale del 2,7%. Se per caso l'agenzia di rating canadese Dbrs dovesse togliere l'investment grade ai bond lusitani, come hanno già fatto le altre agenzie, Francoforte non potrebbe più acquistarli in seno al Qe. E la crisi sarebbe alle porte, Giappone o meno. 

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