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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ La crisi americana in vista delle elezioni

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Ora, al netto della deriva cinese di Markit, a detta della quale a marzo l’Ism manifatturiero è salito ai massimi da sette mesi, 51.8 da 49.5, nonostante il peggior calo occupazionale nel comparto da sette anni, ci sono parecchie variabili da tenere in considerazione quando si parla di occupazione negli Usa. A mio avviso, la più interessante, riguarda proprio i salari. Il 65% dei nuovi posti di lavoro creati a marzo è infatti stato creato in settori dove viene applicato a valanga il salario minimo.

Ed eccoci alla cronaca interessante, perché due settimane fa - tra gli applausi dei keynesiani di tutto il globo - la California ha annunciato che innalzerà il salario minimo a 15 dollari l’ora. Attenzione, perché occorre guardare bene i particolari. Come funzionerà infatti l’innalzamento? Un aumento da 10 dollari a 10.50 a partire dal primo gennaio 2017, un altro aumento di 50 centesimi l’ora nel 2018 e poi un aumento di un dollaro l’anno fino al 2022. Immediatamente i candidati democratici alle primarie, Hillary Clinton e Bernie Sanders, hanno dichiarato che questa è una grande notizia e ora bisogna lanciare una campagna affinché questa decisione sia estesa a livello nazionale.

Bene, peccato che sia stato proprio il governatore della California, Jerry Brown, a stroncare la scelta non più tardi di gennaio: perché? Semplice, portare a 15 dollari l’ora il salario dei lavoratori del settore pubblico costerà al budget statale qualcosa come 4 miliardi! Di più, al contrario di quanto si pensi, la storia empirica ci dice anche dell’altro: ovvero che gli aumenti dei salari minimi portano ad aumento della disoccupazione, visto che i maggiori costi vengono scaricati dagli imprenditori attraverso tagli occupazionali. Di più, sono stati condotti studi al riguardo in 15 città statunitensi e nella città di Seattle si arrivati a oltre il raddoppio del livello salariale minimo federale. Bene, questo grafico del Bureau of Labor Statistics ci mostra come l’aumento dei salari minimi impatti sul tasso di occupazione. Lo scorso anno la capitale dello stato di Washington ha vissuto i tre peggiori cali occupazionali della sua storia, proprio dopo l’introduzione del salario minimo a 15 dollari l’ora. E ora anche Chicago intende seguire le orme della California: calcolando che la capitale dell’Illinois è la città che vanta il tasso di criminalità più alto degli Usa, con 150 omicidi, 685 feriti e 817 sparatorie da inizio anno ad oggi, immagino che una bella crisi occupazionale sarà un toccasana.

Non c’è niente da fare, finché sarà l’ideologia a dettare le scelte economiche, le cose non potranno che peggiorare. E la classe media Usa continuare a estinguersi, tra bollette non pagate e debiti accumulati allegramente su carte revolving e credito al consumo per acquistare beni inutili se non all’unico scopo che governo e Fed intendono perseguire: mantenere artificialmente in vita l’american dream a spese delle future generazioni.

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