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FINANZA E POLITICA/ Banche e Renzi, gli errori che possono costarci la ripresa

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Certamente. Da un lato le manovre di politica monetaria continuano a essere meno efficaci rispetto al passato. Dall’altro la stessa Germania sta attraversando una fase abbastanza particolare. È ormai evidente a tutti che non ha nessuna intenzione di utilizzare i benefici che ha acquisito in questi anni per realizzare investimenti infrastrutturali. Basti pensare che in Italia c’è un Frecciarossa da Torino a Napoli, mentre in Germania tra Berlino e Monaco di Baviera non esiste l’alta velocità. Tutte le infrastrutture ferroviarie tedesche sono deboli, per non parlare delle autostrade. Ciò è significativo di quanto sul piano infrastrutturale il governo di Berlino potrebbe fare di più.

 

Le novità provenienti da oltreoceano sono più rassicuranti?

Il Brasile, dopo un 2014 di crescita zero e un 2015 negativo, ha raggiunto un punto di svolta. Nonostante la lotta politica e le accuse di corruzione, il Brasile quest’anno potrebbe riprendere a crescere perché si tratta comunque di un Paese estremamente vitale e con delle opportunità molto elevate. Nel frattempo gli Stati Uniti sono l’unico Paese a essere cresciuto in modo costante dal 2009 al 2015. Non bisogna però dimenticare che secondo numerosi commentatori anche gli Stati Uniti potrebbero rallentare.

 

Che cosa si aspetta per l’Europa e l’Italia alla luce di questa situazione internazionale?

Alla luce di questa situazione internazionale, per l’Europa il quadro non è così favorevole, e per l’Italia siamo in una situazione ancora più delicata perché abbiamo un problema serissimo con le banche. Avremo dunque difficoltà nel mettere in sicurezza determinate situazioni bancarie, sempre sperando che all’interno del sistema bancario italiano non ci siano degli effetti a catena perché potrebbero avere delle conseguenze negative.

 

(Pietro Vernizzi)



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