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SPY FINANZA/ Le notizie oscurate dai "manovratori globali"

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Dilma Rousseff (Infophoto)  Dilma Rousseff (Infophoto)

E veniamo al quarto e ultimo esempio, direttamente legato alla cronaca dell'emergenza immigrazione. Sapete infatti chi sta vivendo, proprio in queste ore, la sua "rivoluzione colorata", con tanto di attacchi al palazzo presidenziale a colpi di pietre e bottiglie molotov? La piccola Macedonia, 2 milioni di abitanti, ma strategica nella rotta balcanica dei migranti che cercano approdo in Europa: e sapete chi sta fomentando la piazza? I soliti agenti destabilizzanti, in questo caso quelli di Otpor (la versione serba della Usaid di George Soros, quella che organizza a comando le "rivoluzioni colorate" nel mondo già attiva nelle manifestazioni di piazza che portarono alla caduta di Slobodan Milosevic), i quali sono già sul posto e hanno trasformato le proteste spontanee in scontri violenti. Ma a dare man forte ai soliti agenti prezzolati del regime change ci sono tutti: Stati Uniti, Ue, Nato e i trafficanti di droga dell'Uck, l'ex esercito kosovaro che combatteva contro le truppe paramilitari serbe, finanziato da Cia e MI6 britannico e che ora funge da cane da guardia Nato sull'intera provincia serba a maggioranza albanese. 

E perché proprio ora? Semplice, serve un regime change per riaprire il transito dei profughi, bloccato dopo che a febbraio altri Paesi dell'area, tra cui l'Ungheria, hanno bloccato gli ingressi e ripristinato i controlli. Da qui la chiusura del confine con la Grecia, dove migliaia di immigranti illegali ora si trovano bloccati: ed ecco entrare in scena il famoso campo di Idomeni, meta prediletta dei media lacrimevoli di tutto il mondo e teatro, qualche giorno fa, di un tentato assalto di centinaia di immigrati contro i reticolati macedoni. Un attacco così spontaneo e frutto della disperazione da essere stato organizzato attraverso un misterioso volantinaggio, a opera pare di "volontari" e ripreso in diretta dalle tv di tutto il mondo. E tanto per rendersi utile, l'Ue ha ben pensato di interferire pesantemente nelle scelte del Paese, prima facendo indire elezioni per il 5 giugno prossimo, salvo poi, la settimana scorsa, farle annullare. Perché? Semplice, le possibilità di vittoria dell'opposizione colorata sponsorizzata da Soros erano pressoché a zero, quindi meglio evitare non solo figuracce ma anche un consolidamento democratico del governo in carica, bollato ovviamente di simpatie filo-Putin e messo nel mirino per aver concesso l'amnistia a una quindicina di politici - anche dell'opposizione - per uno scandalo di intercettazioni telefoniche. 

E quale sarebbe ora l'intenzione dei destabilizzatori di professione? Far cadere il governo per riorientare i flussi di migranti verso ovest, incaricando le forze Nato in Kosovo e l'Uck di trasferirli dalla frontiera macedone a quella albanese, per poi assicurare il loro trasporto via mare dall'Albania all'Italia. Capito perché l'Austria, uno dei paesi che con la decisione di bloccare la via balcanica ha obbligato la Macedonia a chiudere il suo confine con la Grecia, ha costruito d'urgenza la barriera anti-profughi al Brennero? Perché stiamo per essere invasi, da tutti i lati, con somma gioia di papa Francesco, immagino. Ma queste notizie, state tranquilli, non ve le racconterà il telegiornale. 

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