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FINANZA/ Le "magagne" della Germania dietro l'attacco alle nostre banche

Pubblicazione:venerdì 22 aprile 2016

Wolfgang Schauble (Infophoto) Wolfgang Schauble (Infophoto)

Secondo le analisi di Mediobanca, le banche tedesche hanno in pancia una quantità di titoli di livello 3 che varia a seconda degli istituti di credito tra il 30% e il 60% del patrimonio netto tangibile. Se escludiamo dal computo le quote che possiedono in Banca d’Italia, il livello di Intesa Sanpaolo e Unicredit è invece intorno all’8%. Il vero problema quindi non è certo la quantità di titoli di Stato possedute dalle banche.

 

Da quali altri problemi si vuole spostare l’attenzione?

Attraverso un’operazione di lobbying, nei giorni scorsi grazie a Basilea 3 la Germania è riuscita a evitare che i derivati emergessero dai bilanci delle banche. Gran parte delle banche europee, a eccezione di quelle italiane e spagnole, possiedono un quantitativo di derivati gigantesco che non emerge. Eppure ci vengono a raccontare che i rischi per le banche sono i titoli di Stato. Se arrivasse una crisi finanziaria, vorrei vedere i bilanci di queste banche come fanno a stare in piedi.

 

Di solito si pensa che le banche del Nord Europa siano le più solide…

Non è così. Mentre tutti si concentrano sui requisiti patrimoniali, il vero problema è che molte banche del Nord Europa hanno una leva altissima. La Germania è riuscita inoltre a escludere dal controllo della sorveglianza unica europea tutte le sue banche locali. Alla luce di tutto questo, non si capisce come faccia Berlino a venire a proporci un regolamento severo sui titoli di Stato.

 

(Pietro Vernizzi)



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