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FINANZA/ Le "magagne" della Germania dietro l'attacco alle nostre banche

Per MARCO FORTIS, la Germania di fatto propone di considerare i titoli di Stato alla stregua dei derivati, ma il vero problema per le banche sono i titoli non liquidi, o titoli di livello 3

Wolfgang Schauble (Infophoto) Wolfgang Schauble (Infophoto)

Oggi e domani si riunisce l’Ecofin, composto dai ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi Ue. Uno dei temi centrali è l’esposizione delle banche rispetto ai titoli di Stato. La Germania ha chiesto che si ponga un tetto, superato il quale le banche devono vendere i titoli in loro possesso. La presidenza di turno dei Paesi Bassi ha presentato cinque possibili opzioni, segnalando che esistono rischi e benefici per ciascuna di esse. Parigi è contraria all’introduzione del tetto ai titoli di Stato, che creerebbe gravi problemi non solo a alla Francia, ma anche a Italia e Spagna. Ne abbiamo parlato con il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison.

A quali conseguenze può portare lo scontro tra la Germania e gli altri Paesi Ue?

La Germania non può pretendere di dettare le tavole della legge, soprattutto se i comandamenti non sono così sensati e soprattutto sembrano favorire gli stessi tedeschi. Le regole dovrebbero essere ispirate alla saggezza, tanto più in un’Ue come quella attuale che è già in serie difficoltà, come documentano problemi quali migranti, bassa crescita e disoccupazione.

Perché le banche italiane hanno così tanti titoli di Stato?

Se oggi le banche italiane possiedono questi quantitativi di titoli di Stato è perché noi negli ultimi tre anni abbiamo nazionalizzato il nostro debito. La Germania invece ha esportato il suo debito vendendolo agli stranieri. I tedeschi dovrebbero quindi essere grati che alcuni Paesi come l’Italia abbiano nazionalizzato il debito e che oggi abbiano un bassissimo debito estero.

È per questo che Francia e Italia intendono opporsi alla proposta tedesca?

Sì. Ritengo che occorra una particolare attenzione, perché si può discutere prima di approvare le regole, ma una volta che queste ci sono rimangono per un lungo periodo e fanno testo. Pensiamo per esempio alle polemiche sul bail-in bancario. Non si capisce del resto perché l’Europa debba introdurre un tetto ai titoli di Stato, quando nessun altro nel mondo lo fa. Ciò non fa altro che introdurre un’ulteriore inutile asimmetria tra Europa e resto del mondo.

Berlino però afferma che la sua proposta può comunque rendere le banche più sicure…

Berlino propone la medicina opposta a quella che la razionalità dovrebbe suggerire, e il motivo è che vuole spostare l’attenzione dai veri problemi. Di tutte le soluzioni possibili per stabilizzare le banche, si sceglie di considerare i titoli di Stato alla stregua dei derivati. Il vero problema per le banche sono i titoli non liquidi, o titoli di livello 3, il cui prezzo è fissato dalla banca stessa sulla base di proprie valutazioni.

Quanto sono diffusi i titoli non liquidi?