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J'ACCUSE/ Sapelli: la Germania ci sta distruggendo

La Germania attacca l'operato di Draghi e vuole imporre alle banche italiane un tetto al possesso dei titoli di stato. Per GIULIO SAPELLI è il segno di una pericolosa asimmetria nell'Ue

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

È giunta l'ora della verità: è molto probabile. L'asimmetria politica che governa la politica finanziaria e bancaria dell'Unione europea si sta pienamente rivelando dinanzi agli occhi di tutti. Quell'asimmetria consiste nel fatto che esiste sì una Banca centrale europea che con l'euro ha sottratto la sovranità monetaria alle singole nazioni, ma nello stesso tempo queste ultime si dislocano nell'ordine degli anelli di potere che determinano le politiche economiche in tutta l'Europa in forme differenziate e, appunto, asimmetriche. 

La prova è evidente sol se pensiamo al surplus del commercio estero che caratterizza la Germania, surplus reso possibile dalla politica d'austerità e di non crescita che essa di fatto impone a tutti gli altri stati, consentendo al suo Minotauro di nutrirsi dei bassi salari e del basso prezzo delle merci che essa importa, così da garantirsi un ruolo dominante nei flussi del commercio estero. Questa politica - è ormai un sentito comune - ci ha fatto sprofondare nella deflazione che ci attanaglia e che impensierisce ormai tutto il mondo, a cominciare dagli Usa, che non possono veder sconfitti i loro disegni neoimperiali da un'Europa costantemente in recessione. 

Com'è noto, Mario Draghi, alla testa della Bce, ha sempre contestato questa politica con manovre di espansione della base monetaria perseguite attraverso una numerosa serie di tecniche che è superfluo qui ricordare. Giova però sottolinearne l'esplicito carattere di polemica con l'ordoliberalismo tedesco, polemica che sinora Mario Draghi ha sviluppato più nei fatti che nelle sue esternazioni. Giovedì, invece, si è passati anche alle esternazioni con una dura denuncia contro la politica tedesca che recentemente si è resa manifesta sino al punto di attaccare la stessa indipendenza della Banca centrale, suscitando financo la difesa di Draghi da parte del governatore della Bundesbank, fatto senza precedenti. Weidmann sa benissimo che forse dopo la Bce toccherà anche alla stessa Bundesbank, e questo perché le critiche alla Bce sono giunte ormai al calor bianco, avendo come protagonisti non solo il solito ministro Schäuble ma anche i socialdemocratici, ormai allineatesi sulla politica democristiana, per la rivolta che la politica dei tassi di interessi negativi ha suscitato nei risparmiatori tedeschi che si son visti colpiti nel proprio risparmio. 

Ecco l'assimmetria. C'è una sola moneta unica e questa impedisce svalutazioni competitive e in mancanza della possibilità di agire sui cambi la Bce cerca di contrastare la deflazione stampando euro a più non posso e al contempo favorendo in ogni modo le esili politiche bancarie dirette a garantire credito alle famiglie e alle imprese. Ma è proprio su quest'ultimo punto che si è giunti al colmo e la goccia ha fatto traboccare il vaso. 

Ieri è iniziata la riunione dell'Ecofin e i delegati tedeschi hanno annunciato che chiederanno alle banche italiane, sì alle banche di quel Paese discolo e irrispettoso, che troppo critica l'austerità e predica con Matteo Renzi la crescita, di rispettare un tetto ai titoli di stato posseduti se emessi dalla nazione italiana, colpendone duramente, se ciò avvenisse, gli stati patrimoniali, la loro stabilità.  


COMMENTI
23/04/2016 - Non capisco perché ci dobbiamo preoccupare (Carlo Cerofolini)

Non capisco perché ci dobbiamo preoccupare, perché con Renzi (aiuto!) al timone dell’Italia siamo in una botte di ferro. Sì proprio come Attilio Regolo. Ahi serva Italia…

 
23/04/2016 - la storia economica del debito sovrano (antonio petrina)

Nella storia dei "Cinquant'anni di vita italiana" (Laterza, 1996) Guido Carli racconta che fu chiamato nel 1964 un giurista per intendere una norma dello Statuto del '36 della Banca d'Italia se essa potesse acquistare titoli di stato e la risposta fu positiva. Ora l'acquisto della "QE per il popolo" voluto dalla BCE, tanto avversata da Buba, ripropone il dilemma, come fa notare il prof Fortis su il sussidiario, che l'Italia riacquista il suo debito, mentre la Germania lo vende all'estero. Capire quale sia la posta in gioco in ciò è la chiave di lettura del conflitto sul "signoraggio" nei paesi dell'euro (Il Sole 20 aprile, rubrica dei lettori, "QE per il popolo", debito pubblico e bilanci della Bce).

 
23/04/2016 - J'accuse aussi! (Roberto Graziotto)

J'accuse aussi! Hannah Arendt dice che un non esperto può prendere una decisione su un tema solo se ha sentito almeno due voci contrastanti di esperti sul tema stesso. Lo stile emozionale di Giulio Sapelli incarna certamente la voce di un polo di esperti. Per un giudizio avrei bisogno di sentire l'altro polo - un amico italiano mi ha detto che non ci sono rappresentanti dell'altro polo, a parte nei manicomi. Non mi sembra che ciò sia frutto di un giudizio equilibrato. Dico immediatamente che il criterio di giudizio di Sapelli mi sembra giusto: la critica di un nazionalismo economico che mette in crisi l'Europa. Sono anche sicuro che ci sono forze politiche in Germania che vogliono proprio questo. L'AfD che ha preso in un colpo il 24% dei voti recentemente in Sassonia Anhalt vuole certo questo. Con la AfD non si tratta di nazionalsocialismo, ma per l'appunto di nazionalismo egoistico economico, come ho sostenuto in un articolo ne Ilsussidiario.net? Allo stesso tempo Sapelli dovrebbe spiegare, forse in modo meno emozionale, e con più argomenti comprensibili da tutti come mai la Merkel, che ha proposto una via europea per risolvere il problema dei migranti, sarebbe quella che invece vuole a livello economico una deflazione che distruggerebbe l'Italia.