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SPY FINANZA/ "L'aiutino" di Draghi alle corporations Usa

Pubblicazione:sabato 23 aprile 2016

La sede della Bce a Francoforte (Infophoto) La sede della Bce a Francoforte (Infophoto)

Infatti, l'indice composito si è attestato a 53,8 da 54 di marzo con il Pmi manifatturiero salito a 51,9 da 50,7 di marzo, oltre le attese a 51, mentre il Pmi servizi ha rallentato a 54,6 da 55,1 (55,2 le previsioni). Invece, la Francia ha registrato un moderato miglioramento del settore privato. L'indice composito si è infatti attestato ad aprile a 50,5, il massimo degli ultimi cinque mesi, da 50 di marzo. L'indicatore sul manifatturiero è arretrato a 48,3, minimo da otto mesi, da 49,6 di marzo e a fronte di attese per 49,8. Meglio il comparto terziario che si è portato a 50,8 da 49,9 di marzo e contro un consenso pari a 50,2. Insomma, Berlino vede troppe criticità per se stessa insite nelle scelte politiche e monetarie di Draghi e tenta di alzare paletti e steccati prima che sia troppo tardi. Tanto più che il bazooka di Mario Draghi da fine giugno verrà impiegato anche per acquistare obbligazioni societarie, a eccezione di quelle bancarie. 

Proprio giovedì la Bce ha annunciato i criteri per l'acquisto dei corporate bonds e l'orientamento dell'Eurotower è stato di mettere pochi paletti in modo da non restringere il mercato potenziale di riferimento. Stando ai dati riportati anche dalla Bce, il mercato dei corporate bond nell'area euro ammonta a circa 2mila miliardi di euro, di cui poco più della metà è rappresentato da obbligazioni bancarie e quindi escluse dal Cspp (Corporate Sector Purchase Program). Un mercato di dimensioni rilevanti e dunque per poter incidere sui tassi di interesse è necessario che la Bce possa fare acquisti consistenti: nelle ultime settimane diversi analisti si sono esercitati sulle stime del mercato potenziale per gli acquisti dell'Eurotower, con risultati tra 500 e 900 miliardi di euro. 

Bene, il grafico a fondo pagina mette le cose in prospettiva: il totale del mercato dell'IG europeo è di 1,6 triliardi di euro, ma togliendo tutto ciò che statutariamente la Bce ha deciso di non poter acquistare - bancari, debito subordinato, credito al consumo - la platea all'eligibile all'acquisto scende a un terzo, ovvero a 554 miliardi di euro. Tanto, ma non sufficiente da garantire un effetto shock e, soprattutto, acquisti per un arco temporale come quello prospettato dalla Bce, fino al settembre 2017. Sono i numeri a dirlo, non il sottoscritto, visto che si compra per 80 miliardi di euro al mese e la platea del debito sovrano comincia a scarseggiare, se non si ammorbidiscono e molto le limitazioni poste su rendimenti e scadenze (con il rischio, poi, che prima dell'estate il Portogallo perda l'investment grade e il suo debito diventi non più acquistabile in seno al Qe). 

Ma insomma, alla fine chi beneficia del programma di stimolo voluto da Draghi, visto che nel mio articolo di ieri ho dimostrato come le banche non abbiano utilizzato un solo euro di liquidità extra garantita dall'Eurotower per prestiti a imprese e privati? Bene, la Bce giovedì ha indicato come acquistabili i bond che abbiano almeno un rating investment grade, ovvero non inferiore a BBB-. Quindi, guardando in casa nostra, chi potrà essere acquistato? Telecom, ad esempio, la quale è seguita da tre agenzie: Standard & Poor's ha un rating BB+ e un outlook stabile (sotto l'investiment grade); Moody's un rating Ba1 e un outlook negativo (sotto l'investment grade); Fitch BBB- e un outlook stabile (investment grade). Quindi, Telecom risponde ai criteri della Bce, grazie al rating investment grade assegnato dalla sola Fitch (casualmente controllata al 50% dell'azionariato dalla finanziaria francese Fimalac): il gruppo di telecomunicazioni, ormai di fatto francese, ha un costo medio del debito pari al 5,3% e una scadenza media intorno a 7 anni e mezzo e su circa 30 miliardi di debito a lungo termine, le obbligazioni rappresentavano circa 23,5 miliardi di euro a fine 2015. 


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