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SPY FINANZA/ Il "cigno nero" che viene dalla Cina

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Senza contare che oltre ai costi sociali della disoccupazione, al conto si unirà anche la gestione del debito lasciato in eredità da quelle aziende zombie allo Stato. Insomma, volendo porre la cosa in prospettiva e prendendo per buoni i 5-6 milioni di licenziamenti in vista, parliamo di un sesto dei 37 milioni di lavoratori del settore statale che resteranno a casa, un comparto che pesa per il 40% della produzione industriale e per metà del credito bancario. L'ultima volta che la Cina si lanciò in una grande ristrutturazione del comparto statale fu nel quinquennio 1998-2003, quando i licenziamenti furono 28 milioni e il costo per il governo fu di 73,1 miliardi di yuan (11,2 miliardi di dollari) in fondi di solidarietà e ricollocamento. 

Ma c'è un'altra variabile da tenere conto, quando si parla della transizione del mondo del lavoro in un Paese come la Cina: il livello di robotizzazione che andrà a impattare sulle dinamiche occupazionali e sulla società stessa. Tra il 2015 e il 2018 saranno 1,3 milioni i robot industriali che saranno impiantati e questo raddoppierà il loro numero in ruolo attivo a livello globale. E se molti di questi robot sono utilizzati nel settore automotive e in quello elettronico, uno studio pubblicato dall'azienda di consulenza McKinsey & Co. dimostra come i lavori che potenzialmente vedrebbero robot al posto degli uomini sono molti più di quanto si pensi e non solo in settori poco pagati e poco specializzati. Lo studio ha preso in esame quasi 800 differenti occupazioni negli Stati Uniti, dagli amministratori delegati ai lavoratori nei fast-food. All'interno di queste figure sono state trovate 2mila attività lavorative individuali e sono state confrontate con 18 differenti idoneità che possono essere potenzialmente automatizzate. Bene, dall'analisi è emerso che il 45% di attività lavorative che rappresentano 2 triliardi di dollari in salari potrebbero già essere automatizzate oggi con la tecnologia esistente, mentre un ulteriore 13% potrebbe esserlo se le tecnologie utilizzate per capire e processare il linguaggio umano fossero portate a un livello umano di competenza medio. 

Negli Usa, tre milioni di lavoratori nei fast-food hanno una potenziale di automazione del 74%, mentre gli autisti di mezzi pesanti sono al 69% di automazione potenziale, ma a far riflettere è il dato di medici (23%), infermieri (29%) e amministratori delegati (25%). Di più, quasi la metà dei farmacisti (47%) potrebbe essere sostituito da una pharma-robot e addirittura il 72% delle attività di pilotaggio commerciale potrebbero essere compiute tramite computer. La sfida, come vedete, non è enorme. È semplicemente epocale. E se la scelta cinese di utilizzare il fixingdell'oro come mezzo per implementare il ruolo dello yuan come moneta globale di scambio dovesse dare troppo fastidio a qualcuno, tutte queste sfide potrebbero tramutarsi in armi nelle mani del nemico di turno. E quando Soros minaccia, meglio dormire con un occhio aperto. 


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