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SPY FINANZA/ L'ultima follia della Banca centrale del Giappone

Pubblicazione:mercoledì 27 aprile 2016

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Ma c'è un'altra criticità, molto seria. Se infatti in molti hanno applaudito alla decisione della BoJ di aumentare i suoi acquisti, guardando soltanto al breve termine e quindi al tentativo di aumentare le quotazioni dei titoli acquistati, c'è il rovescio della medaglia. Ovvero, prima o poi la Banca centrale dovrà smettere e invertire il suo operato, di fatto ponendo in essere un'enorme fonte di instabilità per il mercato e i suoi corsi. La situazione è stata splendidamente sintetizzata da Ayako Sera, market strategist della Sumitomo Mitsui di Tokyo: «Ovviamente stiamo parlando di tempi anormali, quindi abbiamo misure anormali, ma la vera domanda riguardante il futuro è una sola: cosa succederà quando la Bank of Japan uscirà dal mercato?». 

Il problema è: la BoJ avrà, prima o poi, intenzione di uscire? Quelli di Goldman Sachs pensano di no, visto che qualcuno ha azzardato addirittura il lancio della cosiddetta helicopter money già domani, ovvero il finanziamento diretto del Tesoro attraverso la stampa di denaro. Cosa significherebbe questo? Il gioco finale, ovvero sempre maggior acquisti e a ritmi sempre più veloci fino a quando il sistema non reggerà più e collasserà su se stesso. Il problema è che il mercato è diviso in tre gruppi: chi pensa solo all'oggi, ovvero a fare soldi subito. Chi ritiene che comunque gli acquisti della Banca centrale servano come stimolo per aumentare la fiducia degli investitori, quindi ampliando la platea dei partecipanti al mercato. E, infine, chi è certo dell'effetto distorsivo che questi acquisti hanno non solo sulle valutazioni dei titoli, ma, anche e soprattutto, nel minare le sempre più necessarie misure di implementazione e miglioramento della corporate governance del Paese. 

Cosa vi dicevo prima? Ormai il mandato delle Banche centrali è uno solo, preservare la fiducia degli investitori e intervenire direttamente affinché il mercato non crolli. Fino a sette anni fa, avanzare questa tesi significava sentirsi affibbiare il titoli di "cospirazionista", oggi è semplicemente realtà accettata universalmente, ancorché non ammessa in pubblico. Per Shingo Ide, capo strategist per le equities all'NLI Researc Institure di Tokyo, la realtà è molto semplice: «Ovviamente, per chi vuole soltanto che le quotazioni dei titoli salgano, è assolutamente fantastico che la Bank of Japan acquisti così tanto sul mercato. Ma questo operato è una chiara distorsione della sanità del mercato azionario. Che pagheremo cara». 



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