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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ L'ultima follia della Banca centrale del Giappone

Domani la Banca centrale giapponese potrebbe varare nuovi interventi. Ma già quel che sta facendo, spiega MAURO BOTTARELLI, potrebbero avere delle conseguenze rischiose

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In Giappone sono ufficialmente impazziti. In attesa del board della Bank of Japan di domani, l'istituto centrale nipponico si starebbe orientando a pagare le banche perché si degnino di accettare i suoi prestiti. Lo ha anticipato l'agenzia Bloomberg, a detta della quale la Banca guidata da Haruhiko Kuroda applicherebbe tassi negativi a due strumenti di facilitazione del credito bancario offerti oggi a tasso zero: uno per incentivare le banche a erogare crediti a industrie ad alto potenziale di crescita e uno finalizzato a "premiare" gli istituti che più aumentano i prestiti in generale. Sembra folle, ma tra 48 ore potrebbe essere realtà. Se infatti domani sarà deciso di portare i tassi applicati su una parte dei depositi bancari in eccesso (parcheggiati presso la banca centrale) in territorio ulteriormente negativo - dopo il -0,1% applicato dal 16 febbraio - , la BoJ potrebbe dare questo nuovo incentivo alle banche, che non hanno affatto gradito l'introduzione dei tassi sottozero. 

Del resto, la stessa BoJ ha riconosciuto nel suo report semestrale pubblicato venerdì scorso sul sistema finanziario che i tassi negativi hanno causato anche alcuni effetti collaterali, come una riduzione dei profitti bancari e qualche problema ai flussi finanziari. Ma non basta, vi assicuro. Guardate il primo grafico a fondo pagina, sapete cosa ci dice? Che la Bank of Japan, in attesa di capire se raddoppierà i suoi acquisti di Etf, passando da un controvalore di 3,3 triliardi di yen e 7 triliardi di yen, è tra i primi 10 detentori del 90% dei titoli azionari giapponesi! Insomma, i Ceo della gran parte delle aziende nipponiche hanno di fatto un azionista privilegiato a cui rispondere: la Banca centrale. E non stiamo parlando di cosucce, perché a conti fatti la Bank of Japan è tra i principali azionisti di oltre 200 delle 225 aziende quotate sul Nikkei: detiene il 9% della Fast Rataling Corporation, il gestore dei negozi di abbigliamento Uniqlo, quasi il 5% del produttore di salsa di soia Kikkoman Corporation, è il terzo azionista della Yamaha Corporation e della Daiwa Hosue Corporation, il principale costruttore del Paese. 

E, come vi dicevo prima, il secondo grafico ci mostra come la Bank of Japan detenga ad oggi più della metà di tutti gli Etf giapponesi, di fatto essendo proprietaria anche delle azioni sottostanti. Se domani la BoJ deciderà di aumentare i suoi acquisti di questi strumenti a un controvalore di 7 triliardi di yen, la stessa Banca centrale diventerà l'azionista numero 1 di circa 40 aziende quotate sul Nikkei 225 entro la fine del 2017, stando a calcoli fatti da Bloomberg sulla composizione azionaria di questi gruppi e presupponendo che gli altri azionisti mantengano invariate le loro posizioni attuali. Parliamo di un pacchetto di controllo da 13 triliardi di yen: di fatto, il mercato azionario giapponese, dopo aver inglobato per intero con i suoi acquisti onnivori quello obbligazionario sovrano. Un qualcosa che, semplicemente, non ha precedenti.