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SPY FINANZA/ Il nuovo "schema Ponzi" delle Banche centrali

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Ma questo, oltre a tramutarsi in un fatto politico, non potrà durare in eterno, perché prima o poi la Germania dirà basta alla monetizzzazione di qualsiasi cosa o l'eurozona collasserà a livello politico: cosa accadrà a quel punto alle valutazioni degli assets? Cercheranno di ritrovare il loro fair value fondamentale, il loro prezzo reale: e, vi assicuro, sarà molto più basso di quello attuale, perché mancherà la garanzia di acquisti onnivori da parte delle Banche centrali. Si tornerà al libero mercato, ma sarà un bagno di sangue.

Non ci credete? Abbiate pazienza qualche mese, non serve di più. Giovedì scorso, infatti, la Shanghai Security News ha reso noto che la Safe, ovvero il gestore delle riserve estere cinesi, ha comprato direttamente sul mercato titoli azionari per il controvalore di 4,18 miliardi di dollari, il tutto attraverso tre società di investimento poco conosciute che controlla. Stando a quanto riportato dalla Reuters, la Buttonwood Investment Platform, di proprietà al 100% della Safe (a sua volta controllata direttamente dalla Banca centrale cinese) e due sue sussidiarie hanno comprato azioni di 13 compagnie quotate. Stando a fonti cinesi, la scelta sarebbe parte della strategia della Safe per diversificare i canali di investimento per le enormi riserve estere del Paese: dati resi noti di recente vedono la Buttonwood tra i primi dieci azionisti di Bank of China, Bank of Communications, Shanghai Pudong Development Bank , Everbright Securities and Industrial e Commercial Bank of China. In parole povere, la Banca centrale cinese ora sta gonfiando direttamente il mercato azionario con suoi acquisti, questo dopo che due settimane fa l'ente regolatore del mercato cinese aveva ridotto e di molto le restrizioni sul margin debt, di fatto un invito a comprare titoli a leva come se non ci fosse un domani.

La prima bolla azionaria, quella esplosa la scorsa estate, non è servita a nulla. Ma non basta, perché il governo utilizzerà anche la Central Huijin Investment Ltd. e la China Securities Finance Corporation, i prestatori marginali di Stato, per comprare titoli. Insomma, la Pboc cinese è diventata la terza Banca centrale centrale al mondo a comprare titoli, dopo la Bank of Japan che ha acquistato Etf e Reit per anni e la Bank of Swiss, la quale ha un portafoglio titolo con un controvalore di quasi 100 miliardi di dollari. Se da un lato, dopo il tonfo dello scorso anno, è inquietante che la Banca centrale si presti a un azzardo simile, dall'altro quanto accaduto in Cina con gli acquisti diretti della Safe nel quarto trimestre del 2015 è qualcosa di storico che crea un precedente.

Agendo in questo modo, infatti, sono state infrante almeno due convenzioni inviolabili delle Banche centrali: primo, l'acquisto diretto di titoli azionario, visto che la norma vorrebbe che gestissero il loro patrimonio in maniera conservativa. Secondo, le riserve monetarie, ovvero ciò che presumibilmente la Safe ha utilizzato per comprare, non dovrebbero essere usate per acquisti di assets domestici. Quanto pensate che ci vorrà, stante il prolungamento dello stato di deflazione nell'eurozona, prima che la Bce rompa un altro tabù, seguendo l'esempio cinese?