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SPY FINANZA/ Il nuovo "schema Ponzi" delle Banche centrali

Pubblicazione:lunedì 4 aprile 2016

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Ancora una volta, il pifferaio di Francoforte ha incantato i mercati. Era ovvio che una volta annunciato il primo, storico piano di acquisto di bond corporate da parte della Bce, gli investitori cominciassero ad andare in front-run sugli acquisti dell'Eurotower, prosciugando tutta l'offerta sul mercato e spedendo i rendimenti al ribasso. Il problema è la velocità con cui questo è successo. Quattro anni dopo il famoso whatever it takes che magicamente ha fatto crollare i costi del finanziamento sovrano Ue, ecco che la medesima dinamica si sta sostanziando per le obbligazioni aziendali di quelle stesse nazioni, come ci mostra il grafico a fondo pagina. Si tratta dell'indice dei bond non finanziari della periferia dell'eurozona di Bank of America-Merrill Lynch e comprende Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda (la quale mercoledì scorso ha emesso un bond a 100 anni, pagando un rendimento del 2,35%, roba da manicomio): bene, martedì della scorsa settimana ha toccato il livello yield-to-maturity più basso di sempre, 0,76%.

Insomma, ancora una volta Draghi ha incantato tutti prima ancora che abbia comprato un solo bond corporate: gli altri acquirenti ormai sono totalmente disinteressati al prezzo, questo perché sanno di avere il backstop della Bce garantito. Certo, da un lato viene da porsi qualche domanda, visto che il record precedente dell'indice era a 0,78%, ottenuto subito prima del cosiddetto bund tantrum della primavera 2015, quando il credito fu svenduto su tutta Europa e i rendimenti balzarono in alto. Ma questa volta è diverso: all'epoca l'impeto all'acquisto era stimolato solo dal programma di acquisto di debito sovrano della Bce, quando non c'era l'esplicito backstop di Francoforte sul rischio obbligazionario corporate. Oggi, invece, c'è.

E i bond corporate finanziari, invece, quelli che la Bce non acquisterà? Sono poco distanti dai minimi, ma più in alto rispetto al 2015, visto che l'indice di Bank of America-Merrill Lynch che li riguarda ora è a 1,35%, quando un anno fa era all'1,12%. Tranquilli, questo "arbitraggio" sarà presto messo a posto: basterà che le dinamiche di uscita dal mercato corporate periferico rendano il mercato pericolosamente illiquido, spostando l'attività di acquisto sui bond corporate dell'Europa core. A quel punto, una volta che tutti i rendimenti saranno ai minimi record, se non in negativo, vedrete che la Bce comincerà a monetizzare anche bond finanziari. Ve lo dico con qualche mese di anticipo rispetto all'annuncio di Francoforte.

Ma dobbiamo essere contenti di questi rendimenti così bassi? Sono una buona cosa? No. Ciò che ci dice il grafico è soltanto che un'altra asset class è divenuta completamente sconnessa dai suoi fondamentali, esattamente come accaduto per i bond sovrani grazie alla compressione artificiale degli spread garantita dagli acquisti della Bce. Lo stesso sta accadendo anche nel comparto corporate finanziario, anche se non siamo ai minimi record di rendimento. Ma quando anche il mercato corporate non finanziario verrà distrutto e non ci sarà più offerta, la Bce sarà obbligata a espandere il programma di acquisto e comprare junk bond, convertibili e, alla fine, anche titoli azionari. A quel punto, nessuna notizia, nessun dato macro, nessun fondamentale avrà più la benché minima importanza, perché l'unico driver dei mercati sarà la credibilità intatta della Bce.


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