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Notizie Mps/ In Borsa chiude a +7,89%. Ghizzoni conferma i contatti tra Fortress e Banca Popolare di Vicenza

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 8 aprile 2016, 17.37

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MPS NEWS (aggiornamento delle ore 17:35) Piazza Affari chiude la giornata con un +4,08% e Mps sale del 7,89%, sopra i 47 centesimi ad azione. Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha confermato che il fondo americano Fortress ha avuto contatti con la Banca Popolare di Vicenza, tuttavia ha ricordato che non può interferire. Rumors riportano che Fortress interebbe prendere parte all'aumento di capitale della banca veneta rilevando anche parte dei suoi crediti deteriorati, in un'operazione non molto diversa da quella che Apollo ha proposto a Carige. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 15:00) Piazza Affari resta in rialzo e Mps sale del 7,4%, vicina ai 47 centesimi ad azione. Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis, ha spiegato che la sua banca è vicina a chiudere un importante accordo per l'acquisto di un miliardo di crediti deteriorati. Bossi ha anche spiegato che Ifis si sta ormai specializzando in questo settore e che ha ormai ceduto quasi interamente i titoli di stato italiano detenuti. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 12:05) Piazza Affari amplia i guadagni e Mps sale del 7,9%, salendo sopra i 47 centesimi ad azione. Nel mese di marzo Banca Mediolanum ha registrato una raccolta netta di 573 milioni di euro, portando il totale da inizio 2016 a quota 1,7 miliardi (+66% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso). "L'ottima raccolta registrata anche a marzo conferma che per Banca Mediolanum  il 2016 è iniziato in grande stile", ha spiegato l'amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 9:10) Piazza Affari si muove in rialzo e Mps sale del 2,3%, ancora sotto i 45 centesimi ad azione. Secondo quanto scrive Il Messaggero, lo sbarco in Borsa della Banca Popolare di Vicenza dovrebbe slittare al 3 maggio. Questo in virtù della proroga della garanzia di Unicredit sull’aumento di capitale.



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