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IDEE/ Quei 15 miliardi da “recuperare” per la crescita

Pubblicazione:domenica 1 maggio 2016

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Contribuenti? Sì, contribuenti. Cos’altro sono quelli che devono acquistare quanto viene prodotto, più di quel che serve per vivere, facendo il 60% del Pil? Beh, oltre il mero dato statistico, fanno ancor di più: attribuiscono valore alle merci, altrimenti svalutate; con l’acquisto le trasformano in ricchezza; con l’Iva pagata concorrono in parte a finanziare la spesa pubblica (18% del Pil); consumandole, danno l’input per la nuova produzione; con nuova occupazione, nuovo lavoro; con nuovo reddito da lavoro e da profitto si fa prelievo fiscale, buono per fare l’altra parte di spesa pubblica; se, alla fine della fiera, restano in tasca risparmi si finanziano le spesa in conto capitale (20% del Pil). Io, tu, noi, tutti clienti, clienti di tutto insomma. Tutto è fatto merce, tutto deve essere acquistato per fare la crescita.

Poi arrivano quelli di GFK e dicono: il livello di fiducia dei consumatori europei ha registrato un calo di 3,2 punti, attestandosi a -9 punti. Adesso evadono, insomma, altro che contribuenti. Nell’ultimo anno circa 24 milioni di italiani dichiarano di essere riusciti a tagliare le proprie spese: quasi un italiano adulto su due ha trovato un modo per risparmiare rispetto al 2014. I maggiori risparmi sono stati ottenuti al Sud Italia (50%), fra i giovani (57%) e presso le famiglie più numerose (49%). La cifra media che ognuno di loro è riuscito a tenere da parte ammonta a 625 euro, tra spese accessorie e obbligatorie. Questi i fatti che si mostrano nella ricerca che, in occasione del suo quinto anno di attività, il comparatore Facile.it ha commissionato all’istituto mUp Research.

Quindi, a oggi, 15 miliardi di spesa andati in fumo! Da domani meno Iva, meno produzione, meno occupazione, meno reddito, meno prelievo fiscale sul lavoro, meno investimenti; ancor meno crescita! Helicopter Money allora?

Eh no, uno squilibrio di tal fatta mostra come abbiano più bisogno le imprese di vendere che i clienti di acquistare. Questa condizione deve fare prezzo; il mercato deve remunerarlo. Perché il mercato agisca, tocca mondarlo di tutte la politiche di reflazione che hanno alterato il meccanismo di formazione dei prezzi. Gli elicotteri in volo mancano di poterlo fare; gli svolazzi, poi, fanno peggio!



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