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AUTOSTRADE/ Il "regalo" degli italiani agli spagnoli di Abertis

Abertis, colosso spagnolo delle autostrade, approda anche in Italia, precisamente nel nord-est. Un'operazione abbastanza singolare. SERGIO LUCIANO ci spiega perché

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Sono questi gli investimenti stranieri che ci piace "attrarre"? Anche no. Abertis, colosso spagnolo delle autostrade, che da anni voleva completare con una fetta di mercato italiano il proprio portafoglio di concessioni autostradali, ci riesce finalmente con un accordo grazie al quale pagherà nel 2023 il corrispettivo pattuito con i venditori, cioè 594 milioni di euro - a parte un anticipo di 5 milioni da pagare «entro i prossimi mesi» (insomma una mancetta) - finanziandosi così l'acquisizione con l'incasso dei pedaggi che si raccoglieranno nel frattempo su una delle tratte autostradali più frequentate del Paese. Insomma, agli spagnoli l'acquisizione gliela pagano gli automobilisti italiani, su gentile concessione - è il caso di dire - dello Stato concedente…

Esce in buona parte dal mercato, in questo modo, e coerentemente con le strategie annunciate, un costruttore di levatura internazionale come Astaldi; esce Banca Intesa, che vi si trovava per aver fatto il suo mestiere di finanziatrice; ed esce la famiglia Tabacchi, altra serial-seller, cioè venditrice seriale di beni, che dopo aver ceduto quindici anni fa a un fondo olandese la propria bellissima azienda di occhiali, la Safilo, vende ora anche il principale investimento che aveva fatto con parte di quel ricavato. 

Stiamo parlando di un nastro d'asfalto cruciale per l'economia-Italia, cioè 245 chilometri di autostrade in Veneto. La più importante è l'autostrada A-4, "La Serenissima", che collega Brescia a Padova in 146 km, terza strada a pedaggio per volume di traffico in Italia, con un indice di Traffico giornaliero medio (Tgm) di 91mila veicoli. Poi c'è la A-31…

Ma attenzione: oltre a pagare in comode rate, proprio sulla A-31 Abertis ha inserito una "pillola avvelenata" nel contratto, che la dice lunga sul discredito di cui - con buona pace del "governo del fare" - purtroppo ancora soffre l'Italia. Gli spagnoli subordinano la chiusura del contratto non solo all'ovvia autorizzazione dell'Antitrust, ma anche all'approvazione da parte del Cipe di un piano completo di investimenti relativo appunto all'Autostrada della Valdastico, A-31, oggi di 89 chilometri, (Vicenza-Piovene Rocchette di 36 chilometri e Vicenza-Badia Polesine di 53) che implica la costruzione di una nuova autostrada, che completerà la connessione della tratta già esistente con l'autostrada A-22 del Brennero. In questo modo la A-31 diventerebbe il percorso più breve e rapido tra l'Europa centrale e quella orientale, garantendo una forte attrattività di traffico.


COMMENTI
12/05/2016 - Con Renzi siamo messi smale? (Carlo Cerofolini)

Non è questa l’ennesima prova che con Renzi stiamo andando di male in peggio?