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SCENARIO/ Comunali e ripresa svelano il punto debole di Renzi

Matteo Renzi (nfophoto) Matteo Renzi (nfophoto)

La narrazione forse no, ma è un dato di fatto che dopo questa lunga recessione il Paese non è ripartito. La crescita è così lenta che noi siamo ancora abbondantemente al di sotto rispetto al Pil pre-crisi, mentre in molti Paesi Ue non è più così. L’Italia dal 2008 ha perso oltre l’8% del Pil. Se anche lo recuperassimo al ritmo dello 0,8% l’anno, ci vorranno dieci anni per tornare a dove eravamo prima della crisi. Questa performance dell’economia italiana è decisamente deludente.

 

Quali saranno le conseguenze?

Se il Pil cresce così poco e il debito continua a peggiorare, il rapporto debito/Pil aumenterà. A ciò si aggiunge una deflazione che ad aprile è stata pari allo 0,5% rispetto allo stesso mese del 2015. La caduta dei prezzi oggi è il vero nemico dell’economia e anche dei conti pubblici. Tutte queste condizioni oggettivamente non possono soddisfare il governo.

 

Come è messo il Pd nelle prossime elezioni comunali?

A Roma il Pd esce da una disastrosa vicenda Marino, da cui non si è ancora liberato, in quanto la candidatura di Giachetti stenta a decollare. D’altra parte a Roma c’è un forte radicamento di M5s, che minaccia seriamente di conquistare la capitale. Persino il centrodestra ha due candidati entrambi in grado potenzialmente di battere Giachetti.

 

E nelle altre città?

A Milano il Pd è messo decisamente meglio. Ma a parte l’era Pisapia, il centrodestra in città è sempre stato maggioritario da quando esiste il bipolarismo e in Parisi ha trovato un candidato in grado di unire le sue varie anime. Se il Pd perdesse Milano sarebbe una sconfitta politica bruciante anche per Renzi. A Napoli inoltre il Pd è condannato a non arrivare neanche al ballottaggio e a Torino una vittoria di Fassino non potrebbe essere ascritta a vantaggio di Renzi.

 

Come ne uscirà il premier dopo il 5 giugno?

Renzi ha più da perdere che da vincere da queste comunali, perché dove perde è colpa sua mentre dove vince è merito di chi lo ha preceduto. E’ possibile che il premier nell’ultima settimana di campagna elettorale riesca a sovvertire questi pronostici, ma al momento le cose per lui si stanno mettendo male.

 

(Pietro Vernizzi)

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