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SCENARIO/ Comunali e ripresa svelano il punto debole di Renzi

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Matteo Renzi (nfophoto)  Matteo Renzi (nfophoto)

“Economia e comunali sono le due spade di Damocle sulla testa di Renzi. Da un lato la performance economica del Paese è stata tutt’altro che soddisfacente e il governo non può certo vantarsene. Dall’altra il Pd è in gravi difficoltà a Roma, e se perdesse anche Milano la sconfitta sarebbe bruciante”. Lo sottolinea Antonio Polito, vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera, secondo cui “per quanto riguarda le comunali la responsabilità non è direttamente di Renzi. Il problema è che agli occhi dell’opinione pubblica se il Pd perde sarà colpa del premier, mentre se vince sarà merito di chi lo ha preceduto”.

 

Polito, partiamo dal caso Pizzarotti. Quali saranno le conseguenze politiche di quanto sta avvenendo in M5s?

La conseguenza maggiore è una perdita di credibilità del movimento, non solo e non tanto per gli scontri interni e per le diverse opinioni che la vicenda di Pizzarotti ha rinfocolato, dal momento che rispetto a Nogarin era stata seguita un’altra linea. Ciò che emerge soprattutto è che M5s non sa come fronteggiare casi in cui le inchieste della magistratura riguardino i suoi amministratori. Quando sono coinvolte persone gradite al vertice del movimento il pollice è alzato mentre quando si tratta di persone sgradite il pollice è verso. Ma c’è un aspetto che mi preoccupa ancora di più.

 

Quale?

I Cinque Stelle sembrano dare più importanza al loro codice interno che alla legge della Repubblica. Pizzarotti infatti è stato sospeso non per il reato del quale è indagato dal pm, ma per avere contravvenuto a una regola interna. In questo modo le regole di M5s prevalgono su quelle dello Stato, al punto che è chiesto a Pizzarotti, che in quanto sindaco è un pubblico ufficiale, di spedire a un anonimo staff del movimento le carte giudiziarie che riguardano lui e altri indagati.

 

Veniamo a Renzi. A Porta a Porta ha detto che ha giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo. Che cosa vuole ottenere mettendo l’enfasi sulle unioni civili?

Renzi ha ragione quando dice che ha giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo. Il dibattito sulle unioni civili del resto non ha mai riguardato la Chiesa in quanto tale, nel senso che non c’è mai stato un pronunciamento delle Chiesa che intimasse alla Repubblica un determinato comportamento nel merito. L’obiezione mossa dalla Cei riguarda piuttosto il fatto che il Parlamento dovrebbe servire a discutere e votare le leggi emendamento per emendamento, e il voto di fiducia impedisce che questo avvenga. Al Senato questa discussione c’è stata, mentre alla Camera è mancata.

 

Secondo lei la narrazione del premier si sta appannando?



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